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martedì 31 marzo 2020

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Recensione film: MissTake

30.03.2008 - Pietro Salvatori



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Titolo: MissTake
Regia: Filippo Cipriano
Cast: Anna Valle, Remo Girone, Victoria Zinny
IMDB:
 
Voto:
40/100

Il più classico dei Cluedo o degli inviti a cena con delitto va questa volta in scena con Anna Valle, la bella ed elegante ex Miss Italia che si reinventa nel ruolo di una dark lady senza scrupoli.
L’invito a cena da parte di una contessa ormai caduta in disgrazia per festeggiare il proprio compleanno raccoglie una serie di improbabili personaggi attorno ad un tavolo, con tutte le rivalità e gli equivoci che ne conseguono. L’improvvisa morte dell’anziana nobile spariglia però il campo a tutti i progetti escogitati per mettere le mani sull’ambita villa che sta per essere dismessa, tirando fuori da tutti i convitati il peggio del loro carattere.
Il regista Filippo Cipriano, dice di ispirarsi ad un certo tipo di cinema di genere, quasi sconosciuto in Italia, ma molto in voga nella penisola iberica, particolarmente legato al nome del poliedrico Alex de la Iglesia, vero punto di riferimento dello stesso regista.
Il lavoro sugli effetti (decisamente buoni), la gestione della macchina da presa, le scelte della messa in scena e un certo utilizzo della fotografia ricordano in effetti un cinema molto particolare, inconsueto nel belpaese ma molto in voga in Spagna, al quale probabilmente il pubblico italiano è poco abituato.
Ma, in netta contraddizione con una cura maniacale di un certo modo di costruire l’immagine, si pone il tenore della recitazione, classicamente ammiccante, esagerata e stereotipata, tipica della commedia teatrale all’italiana, al massimo di stampo vagamente televisivo, ma del tutto lontana dal realismo e dall’attenzione alla verosimiglianza sulla quale si costruisce questo tipo di cinematografia spagnola.
Le scelte di regia, volutamente edulcorate, ridondanti, che sfruttano fino alla stucchevolezza l’altrimenti godibile presenza di numerosi effetti digitali, non fanno altro che appensantire un’architettura di script già di per sè ridondante, priva di una vera e propria svolta narrativa, priva di quello slancio che poteva almeno in parte mitigare una realizzazione troppo compiaciuta del proprio anticonformismo.
Tecnicamente affatto male, con un cast di realizzatori che, provenendo tutti (o quasi) dal mondo della televisione, hanno avuto l’audacia di puntare su un progetto sicuramente innovativo. Ma a livello narrativo Misstake fa acqua da tutte le parti, e risulta alla distanza poco coinvolgente e godibile.
La strada tracciata potrebbe anche essere quella giusta, dunque, ma occorrerà in futuro correggere pesantemente la mira.










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