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domenica 22 settembre 2019

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Recensione ed interviste: Interview

La guerra tra i sessi in un'intervista

30.03.2008 - Valentina Ariete ed Agnese Correra



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Titolo: Interview

Regia: Steve Buscemi

Cast: Steve Buscemi

Sienna Miller

Tara Elders

IMDB:

70/100
Voto: 70/100


Un uomo, una donna, un loft.
Lui, Pierre (Steve Buscemi), giornalista specializzato in politica estera, deve intervistare suo malgrado la conturbante lei: Katya (Sienna Miller), protagonista di soap televisive e horror di serie b, famosa più per le sue relazioni sentimentali e i suoi fluttuanti attributi fisici che per la sua abilità interpretativa.
L’incontro al bar per l’intervista comincia subito male: lui non sa nulla di lei e della sua carriera e come se non bastasse le sbatte in faccia il fatto che occuparsi di celebrità del suo livello è degradante per un professionista come lui, lei, divisticamente, lo tratta come una nullità.
Un incidente d’auto galeotto li porta a passare tutta la notte nel lussuoso loft della diva. Qui tra iniziale diffidenza, rabbia, giochi di seduzione, confessioni, i due intraprendono un violento e sensuale tango di complicità e confronto, disprezzo e attrazione.
Pierre comincia a capire che dietro quei capelli biondo platino e le operazioni di chirurgia plastica c’è più di una semplice attricetta sexy, Katya si lascia andare e abbandona il suo atteggiamento da star per mostrare il suo lato più vulnerabile e dolce.
Ma non sempre le cose sono come sembrano.
Tra i due presto si instaurerà una vera lotta fisica e soprattutto intellettuale, che ricalca alla perfezione le dinamiche del rapporto di coppia uomo-donna, in cui quasi sempre c’è un vinto e un vincitore. Anche qui lo stratega più abile si farà beffe dell’altro, in un finale a sorpresa.
Steve Buscemi, regista e interprete della pellicola, ha deciso di prendere parte al progetto, ideato dai produttori Bruce Weiss e Gijs van de Westelaken, per celebrare lo scomparso regista Theo Van Gogh, brutalmente ucciso nel 2004 da un fanatico religioso, che prevede il remake di tre suoi film.
Buscemi firma il primo capitolo della trilogia, Stanley Tucci e Bob Balaban continueranno l’opera.
Il film è girato molto bene, usando la stessa tecnica e la stessa troupe di Van Gogh: tre telecamere, una che riprende costantemente il protagonista maschile, una quella femminile e la terza che riprende la scena d’insieme. In questo modo il tutto ha un gusto vagamente teatrale, gli attori esprimono al meglio le loro potenzialità e lo spettatore è veramente coinvolto, come se stesse comodamente seduto sul divano dell’appartamento di Katya a guardare questo balletto verbale.
Certo si tratta di un remake, ma la pellicola ha una sua originalità e Buscemi ha saputo fare un ottimo lavoro nella direzione delle scene e degli interpreti e, come al solito, ha dato una grande prova d’attore. Su tutto comunque spicca la bellezza luminosa di Sienna Miller e la sua sorprendente interpretazione: l’attrice, proprio come il personaggio che interpreta, famosa fino ad ora più per le sue relazioni che per i ruoli interpretati, dimostra un magnetismo particolare in grado di bucare lo schermo e una naturalezza e freschezza nella recitazione che affascinano e seducono. Un film da godere tutto d’un fiato, dai dialoghi intriganti, divertenti e appassionanti, che si conclude proprio come un incontro che dura una sola notte: l’esperienza intensa lascia il posto all’amarezza per poi svanire nel caos della città.

Valentina Ariete


Mp incontra Steve Buscemi

Un tranquillo e modesto Steve Buscemi saluta la stampa romana e si accomoda in sala.
Come avviene nel film nell’intervista effettuata dal suo personaggio, un giornalista dimesso, a Katya,una giovane stellina di Hollywood, la prima domanda posta a Steve verte sul suo passato. Scopriamo così che Buscemi prima di fare l’attore era un vigile del fuoco ed iniziò la sua carriera artistica a metà anni ’80 a New York, recitando in svariati luoghi: nelle cantine,nelle chiese,nelle scuole. Ovunque gli si offrisse uno spazio insomma.
Gli è stato contestato che dal film emerge una figura manichea del giornalista: o del tutto impreparata o così freddamente professionale da rendere l’intervista un copione recitato quasi a memoria. Buscemi però replica che scopo del film non è criticare i media, ma svelare i complessi legami che l’intervista crea tra i suoi due protagonisti.
In seguito alla richiesta se il suo doppio ruolo di attore abbia cambiato il suo rapporto da regista con la Miller egli immediatamente risponde scherzando: “Non fidavi mai degli attori!”.
Buscemi rivela che i tempi di ripresa sono stati brevi perchè preceduti da intense settimane di prove “Sembrava fossimo in una piece teatrale” ha detto. Ciò rispecchia il pensiero di Theo van Gogh,autore del film originale da cui è tratto questo remake, il quale preferiva i registi/attori proprio per la loro maggiore capacità di comunicare. Da Theo ha attinto la tecnica di riprendere con tre camere, che garantendo una totale copertura della scena portava l’attore a una maggiore libertà d’improvvisazione. Il perché della scelta del soggetto deriva dalla morte di Theo a causa del suo lavoro: ciò ha suscitato in Steve il desiderio di creare questo remake, sebbene ci tenga a sottolineare che il suo lavoro non sembrava così provocatorio al punto di causargli l’assassinio.
Infine Buscemi ha raccontato di un episodio per certi versi analogo a quello narrato dalla pellicola: ovvero quello di un’intervista telefonica la quale non solo venne pubblicata come se fosse avvenuta dal vivo,ma sul giornale comparve un altro attore assolutamente assente alla conversazione! Steve precisa che quella era una rivista inglese “Ben diversa da quelle italiane su cui” - ammicca “i giornalisti non modificano assolutamente il senso delle parole” fatto a cui egli provvederà personalmente a verificare!

Agnese Correra












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