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lunedì 06 aprile 2020

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Renoir: tra Classico e Moderno

Al Vittoriano le opere della maturità

30.03.2008 - Chiara Comerci



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“Avevo spremuto l’impressionismo quanto più potevo ed ero giunto alla conclusione che non sapevo né disegnare né dipingere. In una parola, l’impressionismo era, per quanto mi riguardava, un vicolo cieco”. Queste parole, uscite dalla penna dello stesso Renoir, ci sembrano oggi inverosimili.
Eppure la mostra, allestita al Vittoriano e visitabile fino al 29 giugno 2008, è dedicata proprio agli anni di attività successivi al sodalizio col gruppo degli impressionisti, e ci svela un’arte che si allontana anche profondamente da quella pur felice esperienza.
La cosa che sorprende è la straordinaria longevità artistica di Renoir, che rimase attivo fino alla sua morte, avvenuta a 78 anni, e nonostante una grave forma di artrite che lo costrinse sulla sedia a rotelle. L’artista infatti, che si vantava di non aver passato un giorno della sua vita senza dipingere o disegnare, durante gli ultimi anni della sua esistenza lavorava con il pennello legato alla mano più ferma. Un sacro fuoco il suo, inestinugibile. La sua produzione conta più di mille opere, cosa che spiega anche la scelta di dedicare la mostra d una parte della parabola artistica di Renoir. E precisamente quella, forse meno conosciuta, del “ritorno all’antico”, a seguito del viaggio in Italia (1881) e dell’ammirazione provata, tra gli altri, per il Raffaello di Villa Farnesina. Renoir ha già quarant’anni ma è ancora alla metà del suo percorso stilistico. Ed è interessante notare che nonostante ci siano innegabili differenze tra il periodo impressionista ed il suo superamento, permangono alcune caratteristiche sue proprie che lo rendono così unico: in primis la straordinaria varietà di colori che popolano ogni suo quadro: ogni dipinto è un tripudio di colori che sembra non avere mai fine, anche nei soggetti apparentemente meno ricchi cromaticamente si scopre una vastissima combinazione di pigmenti. Come il profumo dei fiori che dipingeva “per distrarsi”: tutto è carico, dalla saturazione del colore alla composizione, alle pennellate, sembra anche di poter sentire un profumo intenso.
Altra caratteristica che si nota nell’opera di Renoir è la capacita di cogliere le personalità: si direbbe che lo sguardo dell’artista sia anche interiore oltre che esteriore: ogni ritratto, ogni volto per quanto indefinito e sfumato nei contorni, è intenso ed unico. Si può guardare qualunque opera, dai bambini, tema caro a Renoir, ai colleghi artisti, alla zingarella di strada. In questo molto si accosta all’atmosfericità e alla mutevolezza che permetteva ai pittori impressionisti di dipingere innumerevoli volte lo stesso soggetto an plein air. Ma lì protagonista era la luce. Qui invece sono la vita ed il sentimento, celebrati dall’artista incesantemente, fino alla sua morte.
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