Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


domenica 09 agosto 2020

  • MP News
  • Cinema e Teatro

Recensione film: Non pensarci

04.04.2008 - Pietro Salvatori



APPUNTAMENTI - Al Teatro di Ostia Antica va in scena Albertazzi

"Le Memorie di Adriano" concluderanno la rassegna estiva
Leggi l'articolo

TEATRO - A Roma il Gran Premio 2.0 - Teatro da condividere

Il 18 giugno 2015 alle ore 21 presso la Sala Teatro GP2 cinque compagnie si contenderanno la palma del miglior corto...
Leggi l'articolo

TEATRO - "LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA"

Al Doppio Teatro la storia di un amore alla ricerca della propira identità
Leggi l'articolo

Titolo: Non pensarci
Regia: Gianni Zanasi
Cast: Valerio Mastrandrea, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston
IMDB: -/100
Voto: 70/100
Non pensarci. A guardare bene, un titolo fuorviante.
Si perchè Stefano, il musicista trentacinquenne protagonista dell’ultimo film di Gianni Zanasi, ci pensa eccome.
Pensa alla sua vita, su e giù per un pub, passando per palchi da cinquanta spettatori a serata, per sale di incisione, per una ragazza che c’era ed un attimo dopo non c’è più.
Ci pensa a tal punto che la vita metropolitana arriva a stargli stretta. Roma, capitale del mondo, città dai mille angoli nascosti, non soddisfa più l’esigenza concreta di stare alle cose, di impastarsi con la realtà.
Così Stefano si rifugia nella paterna casa romagnola, sparsa su una campagna dai tratti rivieraschi, e si immerge nella complicata realtà familiare. Un padre infartuato che ha dovuto mollare la professione di una vita, l’imbottigliamento di gustosi sciroppi di fragole e ciliege, una sorella che ha mollato l’università per buttarsi anima e corpo in un lavoro al delfinario del paese, un fratello in via di divorzio, che tenta maldestramente di celare la disperata situazione economico-finanziaria nella quale ha cacciato la fabbrica di famiglia, e una madre, impegnata con scarso successo a tenere le redini di un’unità familiare che sempre più di sovente mostra segni di cedimento.
Una fuga al contrario quella di Stefano, interpretato da un Valerio Mastrandrea assolutamente in forma, densa del recupero di una concretezza di volti e di situazioni all’interno delle quali può non sentirsi estraneo. “Sono tornato perchè in fondo avevo bisogno di voi”.
Passa, attraverso il garbato e godibile film di Zanasi, il recupero di una famiglia non più drammaturgicamente vista in una mucciniana ottica di tomba del naturale ed elementare livello di affettività che viene permesso all’uomo, ma fautrice prima della coesione personale e sociale dell’individuo.
Una pellicola densa di uno strano conservatorismo compassionevole, tutt’altro che frequente nella cinematografia italiana contemporanea, ma affatto retrogrado, attestato su pregiudiziali posizioni di retroguardia, di difesa di sterili “valori” bisognosi di trincee nelle quali rintanarsi.
Stefano, al contrario, necessita solo di un bagno di semplicità, che gli consenta di recuperare un nesso con la totalità della propria persona, con le cose concrete (a partire da una birra con gli amici di sempre), che gli consenta di rituffarsi nel mondo con un’inaspettata dose di buonumore e di ragionevole vitalità. E non trova luogo migliore che la pur sgangherata alcova dei propri cari.
Come testimonia l’ultimo volo dal palco, concreto e felice, non più disincantato ma pieno di speranza.



BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.