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lunedì 06 aprile 2020

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Recensione film: Ortone e il mondo dei Chi

L'elefante e le noccioline

20.04.2008 - Chiara Comerci



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In una giungla piena di creature strane fuori, ma “normali” dentro abita un elefante, Ortone, che è normale fuori e “strano” dentro.
I cuccioli lo adorano, le mamme lo tollerano ma... la cangura – capo della giungla - non lo sopporta proprio.
E’ altamente diseducativo, per questo suo figlio studia privatamente, sono le parole con cui classifica le stranezze di questo elefante sognatore, giocherellone e pasticcione.
Quanti “one”. Ma le orecchione di Ortone captano qualcosa: un granello di polvere chiede aiuto! Non c’è nemmeno bisogno di pensarlo: già l’elefante si lancia alla pazza rincorsa di quel cosino attraverso tutta la giungla per prestare soccorso.
Effettivamente il piccolo mondo dei chi-non-so se la passa proprio bene... fluttuare ha i suoi svantaggi!
In particolare il sindachi, che riesce ad entrare in contatto con Ortone, ha un bel daffare a portare la notizia del pericolo alla cittadinanza, abituata a vivere nella gioia e nel divertimento. Perfino il Consiglio lo ritiene un babbeo!
Ma i due amici non si danno per vinti, e mentre Ortone fronteggia la cangura e il suo scagnozzo Vlad (non il coniglietto che fa i biscotti, ma l’enorme aquila nera dall’aspetto truce), ben decisi a negare l’esistenza del minuscolo mondo, il Sindachi usa tutte le sue forze (e la sua numerosa famiglia) per salvare (e svegliare) la sua gente.
Il film, ripreso dalla celeberrima favola dello scrittore e vignettista Dr. Seuss, molto deve anche in termini di ispirazione al suo creatore: la pellicola trabocca infatti di particolari, che vanno dagli strani mezzi di trasporto dei chi-non-so ai loro vestiti, interamente fatti di pelo, alle piante improbabili della giungla di Ortone. Molti suggerimenti vengono direttamente dall’archivio di disegni e materiale lasciato dallo scrittore scomparso, tanto da far coniare ai creatori del lungometraggio la dicitura “logica Seuss”.
Sebbene dalla fucina Blue Sky siano usciti capolavori come i tre Shrek questo film si adagia pigramente fra le animazioni prettamente per bambini, con temi appena accennati e lasciati in superficie. Interessante il concetto della diversità, mostrato a più livelli: gli animali della giungla, lo “stile di vita” dei chi-non-so, la differenza abissale di vedute tra la cangura e l’elefante, il rapace Vlad che si crede assolutamente irresistibile e invece è un relitto d’altri tempi.
A metà strada tra l’inno alla relatività e la celebrazione del diritto alla vita di tutte le sue forme il film è sicuramente di altissimo livello qualitativo, anche se la ricchezza di particolari e l’originalità delle realizzazioni non sono ben godibili a causa della grande velocità della pellicola. Doppiaggi eccellenti, a partire dalla cangura – Pivetti e da Ortone – Christian De Sica, cui forse si poteva evitare l’intercalare romano che nulla aggiunge alle caratteristiche del personaggio.



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