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domenica 20 settembre 2020

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L'italiano: che lingua LoL!

Come è influenzata la nostra lingua di tutti i giorni dagli slang di internet? Ne discutiamo con un esperto del settore…

21.04.2008 - Alessandro Pangallo



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“La gente non parla più, ma "blogga", anziché parlare "chatta" senza usare punteggiature, senza grammatica, è tutto un "lol per questo" e "lmfao per quello". Sembrano un sacco di stupida gente che fa finta di comunicare con un sacco di altra stupida gente in una proto lingua che assomiglia al linguaggio dei cavernicoli anziché all'inglese.”
Tratto dalla serie tv "Californication"

Le nuove tecnologie, su tutte, cellulari e internet, hanno apportato alcune modifiche profonde al nostro linguaggio. Oltre che all'importazione di tantissimi termini dall'inglese, abbiamo anche iniziato a modificare le nostre abitudini nella scrittura, basti vedere l'utilizzo del kappa al posto della "c dura" (inizialmente giustificato dal fatto che il kappa permettesse di risparmiare una lettera negli sms sostituendolo al "ch", e in seguito invece messo un po' dappertutto) o di nuovi termini da chat come "lol", "rotfl" e "asd", che indicano tre diversi modi di ridere. Abbiamo fatto due chiacchiere sul fenomeno con Adso da Melk, net-gamer "anziano", redattore di alcune importanti interviste del settore informatico come The Games Machine ed esperto di internet per La Repubblica.

D: L'utilizzo di neologismi legati a internet è da riscontrare nell'evoluzione della lingua o davvero in un suo imbarbarimento?

Bene, partiamo dalle origini del fenomeno: quando collegarsi a internet era prerogativa di una piccola "casta" che si poteva permettere una connessione, come è normale per tutti i "club", le "sette", nasce una sorta di slang, un codice che leghi i partecipanti, come può accadere tra musicisti o tra chi fa andare l'aeromodello col telecomando. Con l'avvento della banda larga, il tutto è diventato globale, e il linguaggio che era appannaggio di pochi è diventato un qualcosa di diffuso. Non credo che si tratti di un'evoluzione, quanto di un imbarbarimento, sebbene il punto focale sia da riscontrare nei "canali" con cui avviene il passaggio da "gergo di una setta" a "linguaggio di massa".

D: Esiste qualche termine "nato" in Italia e che magari in una chat straniera gli altri interlocutori non sarebbero in grado di comprendere?
Solitamente qui in Italia siamo degli "importatori" di termini. Qualche tempo fa chiacchieravamo con alcuni player italiani in una chat di un gioco di ruolo di massa on-line con giocatori di tutta Europa, e qualcuno tra gli stranieri ci ha fatto notare che noi italiani non utilizzassimo l'inglese per parlare tra di noi o con gli altri player, ma che tuttavia utilizzassimo comunque la parola "lol" (che sarebbe l'abbreviazione di "laughing out loud", sto ridendo forte, ndR) anziché una sigla tutta nostra per dire "un sacco di risate" (usdr?). L'unico termine nato in Italia (e che qualcuno dice di aver anche letto in chat straniere) è stato "asd", che nonostante non voglia dire nulla ormai rende universalmente l'idea della faccia sghignazzante (asd asd asd).


D: Cosa mi dici riguardo ai termini inglesi che vengono italianizzati. Mi viene da pensare, ad esempio, a coloro che definiscono un qualcosa come "lolloso" o roba del genere.
Beh, bisognerebbe chiedere all'Accademia della Crusca! Se oggi utilizzare un termine come "lolloso" suggerisce l'idea di "cosa che fa tanto ridere" e prende abbastanza piede potrebbe rientrare nell'ambito dei neologismi che sono entrati nel gergo comune. E' anche vero che quando sussiste una parola italiana che già descrive quel concetto (nel caso di lolloso sarebbe "spassoso"), allora sarebbe consigliabile continuare a usare il termine in italiano piuttosto che il linguaggio da chat.

D: Uno dei miti da sempre legati all'utilizzo del computer è quello che dice "con il computer si impara l'inglese". Se da un lato ciò ha portato un massiccio inserimento di inglesismi all'interno del nostro linguaggio quotidiano, dall'altro abbiamo iniziato a utilizzare anche termini che con l'inglese non hanno molto a che fare (la parola "noob" è uscita dal semplice circolo dei net-gamer, e talvolta anche pubblicazioni economiche o sociologiche utilizzano il termine). Insomma, stiamo davvero imparando l'inglese, e se si, che inglese stiamo imparando?
Qui il discorso si fa ben più ampio: spesso quando si parla di accesso a internet si parla di "accesso alle informazioni". Tuttavia, per ottenere tali informazioni anche in tempi in cui non esisteva internet c'erano delle biblioteche civiche accessibili a tutti ma in cui nessuno si recava. Internet offre una serie di opportunità a costo zero (in realtà non proprio zero, dato che già nel momento in cui si sta utilizzando internet si sono spesi dei soldi per la connessione e per il computer, ma ci siamo capiti), una di queste è proprio quella di entrare in un mondo che, almeno fino a poco tempo fa, era completamente in inglese. Quindici anni fa io e mio fratello avevamo entrambi l'accesso a internet: io ho imparato l'inglese chattando con degli americani, mio fratello non ha mai imparato un tubo! ^^
E' un po' come dire: internet ti mette a disposizione un vicino di casa che sa parlare l'inglese ed è disposto a interloquire con te, hai un'opportunità, sta a te coglierla!

D: Da quando gli sms sono entrati nella vita di tutti i giorni, non è raro vedere gente che utilizza il "k" al posto del "ch", adducendo come motivazione quella di voler risparmiare caratteri. Peccato che poi i "kappoidi" abbiano inserito i kappa anche laddove c'è semplicemente il suono della "c dura". Ci siamo fatti prendere la mano o cos'altro?
Una delle cose che spesso incensiamo della nostra lingua è il fatto che "si legge come si scrive". Eppure, ad esempio, la lettera "c" si legge a seconda dei casi come "casa" o come "cielo", cosa che per noi è acquisita ma che fa tanto incasinare gli stranieri che vogliono imparare la nostra lingua. Forse ci siamo fatti prendere la mano, ma forse la semplificazione nasce anche da un'esigenza.

D: Cosa penseresti di una persona che, anziché ridere a una battuta, commentasse con una faccia appena divertita "lol!"?

Beh, dipende molto dal contesto in cui si utilizza! Se sono a cena con un gruppo di internettari net-gamers potrebbe uscirmi tranquillamente di esclamare lol per esprimere apprezzamento a una battuta. Insomma, c'è un luogo e un tempo per tutto, magari non fatelo con chi non può capirvi!

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