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sabato 19 settembre 2020

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Recensione film: Quando tutto cambia

31.05.2008 - Alessandro Pangallo



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Titolo: Quando tutto cambia (Then she found me)
Regia: Helen Hunt
Cast:

Helen Hunt, Colin Firth, Bette Midler

IMDB: 66/100
Voto: 65/100
Mettetevi nei panni di una donna di trentanove anni. Immaginate come sarebbe la vostra vita se, dopo un anno di matrimonio, non foste ancora riusciti a avere un figlio nonostante lo desideraste con tutto il cuore. E ora aggiungete vostro marito che vi molla, vostra madre adottiva che muore e la vostra madre biologica che ritorna nella nostra vita. Condensate questi avvenimenti nell'arco temporale di due giorni e otterrete lo stato psicologico di April Epner (Helen Hunt), una maestra elementare di New York che vede la propria vita trasformarsi brutalmente senza che nessuno avesse prima chiesto il suo parere.
E' noto che quando si tocca il fondo, i casi sono due: o si inizia a scavare, o ci si da la spinta per risalire. Dato che il film è catalogato alla voce "commedia romantica" e non a quella "catastrofico", vien da se che April opterà per la seconda opzione. A aiutarla nella risalita saranno proprio la ritrovata madre Bernice (Bette Midler) e soprattutto un nuovo amore, Frank (Colin Firth), padre single di uno degli studenti di April.
Tutto sommato, questo film non presenta nessuna particolare pecca, è recitato in modo garbato e la trama si dipana per poco più di un'ora e mezza senza particolari momenti morti. Il personaggio della madre biologica della protagonista risulta piuttosto indovinato, e pur non presentando nessuna caratteristica che non sia già stata vista da altre parti riesce comunque a inserire la giusta dose di pepe all'azione. Purtroppo, al film manca un'indispensabile iniezione di carisma: anche se tutto è stato fatto in modo formalmente corretto, l'azione non riesce mai a catturare a pieno lo spettatore. Tutto rimane in una dimensione che potremmo definire artisticamente come "minimalista", realisticamente come "scialba".
E' come se il dolce servitovi fosse stato cucinato con tutti gli ingredienti giusti, ma avesse un appeal estetico piuttosto poco invitante. Non è un film da bocciare, sia ben intenso, e probabilmente un pubblico over 40 lo troverà anche molto gradevole. Tuttavia, manca di quel "quid" in grado di far scattare la pellicola a un livello di apprezzamento superiore che avrebbe ampiamente meritato, visto anche l'impegno della Hunt, qui nel duplice ruolo di regista e protagonista.
Se talvolta si dice "lo studente può fare di più ma non si impegna", qui vale il discorso opposto: attori e cast tecnico si saranno anche impegnati, ma il copione non offre chissà quali grandi spunti.

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