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martedì 18 febbraio 2020

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Recensione Film: Boogeyman 2: il ritorno dell'uomo nero

01.07.2008 - Valerio Celletti



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Titolo: Boogeyman 2: il ritorno dell'uomo nero
Regia: Jeff Betancourt
Cast:

Danielle Savre, Matthew Cohen, David Gallagher

IMDB: 52/100
Voto: 45/100
Era veramente indispensabile proporre il secondo episodio di un film sostanzialmente mediocre? Il primo Boogeyman non brillava per originalità, non ha sbancato al botteghino, non ha convinto la critica e, verosimilmente, non sarà stato neanche un blockbuster a noleggio. Il cinema horror è un genere di nicchia, che ha un pubblico limitato e che vive della fedeltà e della passione bohémien dei suoi seguaci. Il tentativo di realizzare un franchise horror era disperato, perché mancavano i requisiti più elementari. Stupisce in effetti la decisione di portarlo sul grande schermo, visto che negli Stati Uniti (il film è del 2007) è finito quasi immediatamente nei circuiti home video.
E' probabile dunque che gli spettatori non saranno soddisfatti del ritorno dell'Uomo Nero, per diversi motivi.

Jeff Betancourt, regista dei due episodi di The Grudge e The exorcism of Emily Rose, attinge ad una leggenda secolare presente in diverse parti del mondo in modo diverso. In questo episodio si tenta di spiegare cosa accadrebbe se qualcuno conoscesse a fondo le paure di un altro essere umano e decidesse di usarle contro di lui. L'Uomo Nero dovrebbe dunque nascondersi nella mente dei personaggi: una buona idea realizzata sostanzialmente male.

La trama si riallaccia ovviamente al primo episodio. Laura Porter (Savre), traumatizzata dal barbaro omicidio dei genitori avvenuto anni prima, decide di farsi ricoverare in una clinica per patologie mentali per superare la sua paura del buio e dell'uomo nero. Al suo arrivo, gli altri pazienti -altri ragazzi e ragazze- iniziano morire nei modi più atroci, ognuno per mezzo di una sorta di fatale contrappasso rispetto alla fobia di cui ognuno soffre. Chiusi all'interno della clinica, impossibilitati a comunicare con l'esterno per via di un guasto alla linea telefonica, i pazienti si separano uno dall'altro per rendere facile il lavoro al killer. Finale risolutivo, ma aperto e vago quanto basta per consentire un ulteriore sequel. Sebbene il ritmo narrativo sia abbastanza equilibrato, si potrebbe azzardare ed azzeccare il totokiller nei primi dieci minuti.

Nel cast diversi esordienti, ma troviamo anche Tobin Bell (l'enigmista nei due Saw) e Renee O'Connor (vista in “Xena”): discreta la prova della protagonista Danielle Savre.
Tra i personaggi, i pazienti appaiono come dei lemmings rinchiusi nella clinica senza avere una via di fuga. Il claustrofobico/nictofobico, l'agorafobico, l'autolesionista, il mysofobico e la bulimica completano una tassonomia piuttosto banale e appaiono piatti, monodimensionali nell'essere caratterizzati esclusivamente dalla propria patologia. Affronteranno la propria paura in modo estremo, come fosse una punizione, e ne moriranno per mano di un sadico assassino che sembra conoscerli bene: forse l'Uomo Nero di ognuno di loro? La maggior parte delle situazioni in cui saranno assassinati sono grottesche nell'essere eccessivamente prevedibili, e talvolta addirittura assurde. Oltre a loro,la dottoressa Ryan, giovane e professionale e il dottor Allen, rispettivamente terapista ed amministratore dell'istituto: due parti ben recitate di personaggi purtroppo sbiaditi.

I luoghi del film sono ben studiati ma incredibilmente banali, come del resto la fotografia e gli effetti visivi. Questo genera la percezione di assistere ad una sorta di parodia del film stesso, mancando tassativamente di elementi di originalità e dell'elemento paura. Per la colonna sonora e gli effetti audio il discorso è analogo: siamo anni luce dal livello qualitativo di Zodiac o Halloween, dove la musica funge da metrica per il tessuto filmico. Inoltre, alcuni temi visivi (l'ascensore, gli attrezzi da lavoro, gli scantinati) risultano abusati.

La tensione è ai minimi storici, e si arriva alla "sorpresa" di scoprire l'assassino con noia più che con curiosità. Come se non bastasse, gli amanti delle frattaglie e del sangue rimarranno delusi visto che nel corso della proiezione avranno una porzione deludente rispetto agli standard del genere.

Anche questa volta Boogeyman ha sostanzialmente fallito la propria missione, perché è tornato all'assalto con armi ancora più spuntate. Film da evitare accuratamente.





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