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martedì 18 febbraio 2020

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M'P Approfondimento: Dino Risi e Il sorpasso

01.07.2008 - Vincenzo Venerito



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È recentemente scomparso Dino Risi, uno dei più grandi maestri della commedia all’italiana. Nato a Milano nel 1916, dopo essersi laureato in Medicina e iniziata la carriera psichiatrica, decide contro il volere dei suoi genitori di abbandonare il campo medico e di abbracciare quello cinematografico. Mai scelta fu più azzeccata: Dino Risi comincia a girare moltissimi film, tra i quali ricordiamo il primo “Vacanze col gangster” e poi grandissimi capolavori quali “Venezia, la luna e tu”con Alberto Sordi e Marisa Allasio, “I mostri” e “Pane amore e…” con un irresistibile Vittorio De Sica. Ma sicuramente il film più importante anche perché pregno di contenuti sociologici del Risi è “Il sorpasso” ,girato nel 1962. Ne sono interpreti principali Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant. La parte di Gassman era stata offerta in un primo momento ad Alberto Sordi, il quale, “antipaticamente” la rifiutò, pensando che il suo personaggio sarebbe stato messo via via in un ruolo marginale dall’altro protagonista. Il film narra del viaggio sull’Aurelia dell’istrionico e sfaccendato Bruno (Vittorio Gassman) e del timido e impacciato studente di giurisprudenza Roberto (J.L.Trintignant). Gran parte del lungometraggio si svolge proprio sulla macchina di Bruno (è rimasto nella memoria collettiva il clacson della spider che chiede strada) e ciò rappresenta un segno anticipatorio degli on the road americani. Roberto all’inizio è diffidente nei confronti di Bruno, ma poi via via la sua diffidenza si spegne per sfociare in una grande ammirazione per lui. Ma proprio quando le cose sembrano andare per il verso giusto, succede un terribile incidente nel quale perde la vita Roberto, che proprio allora la stessa vita stava incominciando ad assaporare. E’ un film quindi per molti versi caratterizzato da tratti di comicità, ma l’intuizione di Dino Risi è quella di dare un finale triste ad un lungometraggio fino a quel momento godibilissimo. Ecco perché il Risi viene anche definito il re della commedia all’italiana amara. Il film è importantissimo dal punto di vista sociologico perché fotografa alla perfezione un particolare periodo della storia italiana: quello del boom economico. Bruno infatti più volte durante il film fa continui riferimenti negativi ai contadini,chiamati da lui spregevolmente ”zotici”. Lui stesso impersona i vizi del periodo di opulenza successivo al secondo conflitto mondiale. Da ciò si evidenzia una voglia di ritorno alla semplicità di una volta e ai veri valori della vita, offuscati da miti tipici di quel periodo quali oggetti di consumo di massa che per la prima volta si affacciavano nella vita degli italiani. In finale, possiamo dire che “Il sorpasso” tuttora rappresenta un caposaldo della cinematografia italiana, in quanto oltre alla invidiabile semplicità e freschezza delle immagini, è emblema di una profonda e accurata riflessione sociologica su un periodo così importante della storia italiana.
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