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lunedì 28 settembre 2020

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Recensione film: Doomsday

06.07.2008 - Alessandro Pangallo



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Titolo: Doomsday
Regia: Neil Marshall
Cast:

Rhona Mitra, Bob Hoskins, Malcom McDowell

IMDB: 63/100
Voto: 65/100
Nel 1981, quando uscì il primo capitolo de "La Casa", in molti sarebbero stati pronti a scommettere che il genere dell'horror a tinte umoristiche avrebbe fatto breccia nei cuori dei registi. Invece, tutto sommato, a oltre venti anni di distanza possiamo tranquillamente affermare che film in cui azione, splatter e humour nero sono condensati all'interno di una stessa pellicola siano delle autentiche rarità che di tanto in tanto si propongono al pubblico delle sale. Vedendo questo Doomsday la mente non può che andare alle saga di Evil Dead, soprattutto al terzo capitolo, L'Armata delle Tenebre: è proprio a quel pubblico che adorava la commistione sui generis di esoterismo, Medioevo e tecnologia che questo film si rivolge, anche se con risultati non sempre convincenti.
Nel presente, un virus letale ha annientato la popolazione scozzese, il che ha costretto le autorità a dichiarare la zona di quarantena in Caledonia ripristinando le Mura Aureliane. A distanza di circa trenta anni, un nuovo focolare del virus letale che aveva sterminato gli scozzesi si sparge nel cuore di Londra. Per evitare una nuova strage, viene inviata una task force di militari a Glasgow, al fine di recuperare qualche traccia del lavoro del dottor Kane, un biologo che era riuscito a studiare il virus anche nel bel mezzo della carneficina. Il gruppetto di soldati scoprirà che gli scozzesi non si sono del tutto estinti, ma che semplicemente si sono organizzati in varie comunità alternative (chi privilegiando un ritorno alle gang degli anni 70 in stile The Warriors, chi tornando addirittura al Medioevo feudale), tutte quante piuttosto aggressive nei confronti degli abitanti dell'altra parte delle Mura.
Valutare questo film è un'impresa tutt'altro che semplice: per certi versi sembra che il regista si sia riunito con i suoi assistenti, e dopo una serata passata a tracannare birra abbia iniziato a dire "bene, facciamo un film con gli zombie e mandiamogli contro dei soldati vestiti come il Master Chief di Halo. E tu, cosa ci vuoi? I cavalieri medievali? Si, mettiamoci anche quelli! E poi, sai che vi dico, ci buttiamo dentro anche una bella gara di corse con le macchine che esplodono! E già che ci siamo, facciamo anche esplodere le persone quando vengono anche solo sfiorate da un proiettile! Vedrai la gente come si diverte!". Tuttavia, al di là di tali elementi così pacchianamente splatter, ci sono anche altri fattori da considerare: punto primo, il film è girato piuttosto bene, punto secondo, si va a collocare in un filone praticamente senza concorrenza.
E' un film di nicchia, e come tale va preso, anche se all'interno di tale nicchia non riesce a risultare tra i titoli più riusciti. Alla fine, il problema è proprio questo: non fa abbastanza paura per essere un horror, non fa abbastanza ridere per essere un film thrash, non ha abbastanza carisma per diventare un cult. Insomma, rischia di scontentare molta gente, anche se formalmente non è stato sbagliato niente. Peccato, ci provi ancora Mr.Marshall!



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