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martedì 18 febbraio 2020

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Recensione film: Grace is gone

John Cusack in uno spaccato realistico della vita negli USA

06.07.2008 - Francesca Maria Calegari



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Titolo: Grace is gone
Regia: James C. Strouse
Cast:

John Cusack, Shelan O’Keefe, Gracie Bednarczyk

IMDB: 69/100
Voto: 70/100

In un certo senso Stanley Phillips è un uomo qualunque. Ha sempre sognato di poter intraprendere la carriera militare, ma ha dovuto lasciare l’esercito a causa di un difetto alla vista. Lavora in un negozio di casalinghi, è padre premuroso di due bambine: Heidi e Dawn di 12 e 8 anni, ma non riesce a stabilire un vero dialogo con loro.
Stanley si è trovato a crescerle da solo dato che la moglie è un soldato dell’esercito americano. A scuotere la routine della famiglia Phillips arriva la notizia che Grace è rimasta uccisa in Iraq. Sconvolto, l’uomo cerca disperatamente un modo per comunicarlo alle figlie. Stanley decide così di portarle a fare un viaggio in macchina, destinazione Enchanted Gardens, un parco di divertimenti a tema in Florida.
Lungo il viaggio i tre si aprono per la prima volta, mentre lo spettatore viene catapultato in uno spaccato di società americana realistico, ben lontano dalle città violente o glamour dei film statunitensi: le lunghissime autostrade, gli enormi hotel con i corridoi tutti uguali, i centri commerciali giganteschi dove si può trovare veramente di tutto, i fast food. È proprio questa la forza del film: rappresentare la quotidianità della vita negli USA, la vita delle persone semplici, di quelle che credono nel proprio paese e anche di quelle che non ci riescono. Quello che però è palesemente insoddisfacente è la regia di James C. Strouse: troppo lenta, in molti momenti finisce per smorzare la drammaticità della storia e l’attenzione dello spettatore.
John Cusack invece, protagonista e produttore, dà una bella prova di sé. Si cala perfettamente nella parte, rendendo irriconoscibile il ragazzo che interpretava Alta Fedeltà o La giuria. Grace is gone porta al cinema una storia toccante, specialmente per il pubblico americano, che si deve essere ritrovato nel dilemma delle famiglie dei soldati al fronte: i nostri cari stanno combattendo per la sicurezza del mondo o il loro è solo un sacrificio inutile? Proprio per questo il film è stato premiato al Sundance Festival con il premio del pubblico e quello per la sceneggiatura.

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