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Recensione film: Redacted

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Titolo: Redacted
Regia: Brian De Palma
Cast: Kell O'Neill, Ty Jones, Izzy Diaz
IMDB: 60/100
Voto: 70/100
L’ultimo film girato da Brian De Palma gli italiani non lo hanno potuto vedere nelle sale cinematografiche ma solo sulla tv satellitare, a distanza di alcuni mesi dalla presentazione alla mostra del cinema di Venezia del 2007 dove è stato premiato col Leone d’argento alla regia. A distanza di diciotto anni da “Vittime di guerra” (che riguardava il conflitto in Vietnam) De Palma ripercorre la strada della denuncia politica e del genere bellico affrontando lo scottante tema della guerra in Iraq, che si sta profilando ormai come un altro psicodramma collettivo per gli States. Le analogie sono molte, prima fra tutte la parte centrale della storia. Così come in “Vittime di guerra” un gruppo di soldati americani stuprano e assassinano una ragazza vietnamita, in “Redacted” alcuni soldati Usa stuprano un’adolescente irachena. Come per l’episodio riguardante il Vietnam, anche quello ambientato in Iraq è tratto da una vicenda reale che molti media occidentali hanno ignorato e oscurato. E, come ha affermato De Palma, lo stupro di una ragazza innocente ha pure un valore simbolico: “è una metafora di quello che noi stiamo facendo in Iraq. Stiamo praticamente violentando e distruggendo un paese”.
Nel film, ambientato nel 2006, un gruppo di soldati americani che controllano un checkpoint nella città di Samara, stanchi e annoiati dalla missione, stuprano una quindicenne irachena e poi uccidono lei e la sua famiglia. Dei quattro partecipanti a questo orribile spettacolo due (Rush e Flake) sono gli autori dello stupro e del massacro, Salazar è colui che filma l’evento (così come la gran parte di ciò che vediamo nel film), mentre McCoy, contrario fin da subito all’iniziativa, cerca di far ragionare i suoi compagni imbottiti di droga e desiderosi di soddisfare i loro appetiti sessuali, ma alla fine nulla può se non fare la guardia, impotente mentre si compie la tragedia. Solo col tempo, non potendo più frenare la sua coscienza, denuncerà alle autorità militari i compagni, confessando l’azione avvenuta a cui lui non ha partecipato attivamente ma nemmeno impedito e pubblicherà anche su internet il video girato da Salazar, prova inconfutabile del crimine commesso.
Tutto ciò che vediamo nel film sono i pezzi girati da Salazar, quelli ripresi dalle telecamere a circuito chiuso della caserma, da un finto documentario francese, da immagine televisive e anche da video amatoriali messi su internet, tutti creati dal regista ma che traggono ispirazione da quelli reali. De Palma infatti ha preso spunto proprio dai tanti video che si trovano su YouTube, dai siti creati dalle mogli dei soldati o dai blog sparsi nella rete. Molto spesso documenti reali e ricostruzioni soggettive si fondono (la sequenza più impressionante è quella dell’esecuzione di uno dei soldati, realizzata con la digitalizzazione di un volto degli attori sopra alla testa di un militare realmente decapitato).
Il risultato finale forse lascia l’impressione che “Redacted” sia un film incompleto come incompleto può apparire un qualsiasi videotape. La sequenza finale, con la carrellata di foto (vere) di morti e feriti lascia l’interrogativo se l’ultima immagine sia reale anch’essa oppure no.
Al di là delle sue caratteristiche particolari, l’ultimo lavoro di De Palma è da tenere presente per aver affrontato il tema del conflitto in Iraq non solo denunciando l’operato della politica e dei soldati americani, ma soprattutto le distorsioni dell’informazione nel raccontare la guerra e nel vendere dunque non una realtà completa ma un’unica verità preconfezionata. Quella del regista è una critica contro il potere politico e contro i mezzi di informazione che troppo spesso fanno gli interessi dei padroni di turno senza compiere fino in fondo il loro dovere. “Redacted” (il cui termine si riferisce all'atto di preparare un testo per la pubblicazione in cui vengono cancellate o oscurate le informazioni sensibili, cioè quelle personali o impugnabili) è un film che fa riflettere sulla guerra in Iraq e, in generale, su come i media raccontano questo e altri conflitti.
Resta da capire come mai questo film (che pur non essendo del tutto convincente è in ogni caso interessante) sia stato oscurato nel nostro paese. Sarebbe stato più facile pensare ad un boicottaggio negli Usa, dove in effetti non si sono risparmiate le critiche alla pellicola che non ha avuto una grandissima diffusione nei cinema americani. E’ curioso però che in Italia (dove tra l’altro De Palma ha molti estimatori) non sia uscito addirittura in nessun cinema, nemmeno in quelli d’essai.
Non spingendoci troppo oltre, arrivando a dire che è stata effettuata una censura di tipo ideologico (cosa che se fosse accertata sarebbe preoccupante), sono ugualmente sconfortanti le motivazioni di carattere economico che hanno impedito a “Redacted” di trovare un distributore che lo portasse nei cinema italiani.
Per ora se lo sono visti solo gli abbonati a Sky. Tra qualche mese arriverà in dvd e, prima o poi nelle tv di tutti gli italiani.


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