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giovedì 02 aprile 2020

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Mimi in Jazz: musica presentata attraverso gesti

01.08.2008 - Eva Songini



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Si sa poco del Jazz e del perché, nonostante non sia mai diventato, almeno in Italia, un genere di massa, i suoi fan rimangono fedeli ad ogni costo. Si perde nella tradizione popolare sudamericana la storia delle sue origini e, così come per il Blues, non esistono tracce lineari che spieghino a pieno l’evoluzione e i cambiamenti di un genere così particolare ed elitario.

Ha provato a spiegarcelo, con un giusto successo e un ottimo seguito, lo spettacolo “Mimi in Jazz” presentato dalla Compagnia Teatropen.

Nell’ambito dell’ormai famosa manifestazione estiva “Villa Celimontana Jazz”, lo spettacolo, in scena 25, 26 e 27 luglio, è stato pensato per uscire dagli schemi classici del concerto e cercare di incuriosire e catturare anche chi come noi di questo genere in fondo ne conosce poco.

Accompagnati dalla musica, rigorosamente dal vivo, di Marcello Duranti (al sax) e Boon Fumihito Nigashino (al contrabbasso), sono stati 5 espressivi mimi di bianco vestiti a presentare la nascita, l’amore, l’allegria e il ritmo propri del Jazz. Dal loro lavoro ha preso vita uno spettacolo itinerante, sviluppato in quattro affascinanti scorci della Villa, che ha racchiuso in se stesso il senso proprio dell’unione tra musica e movimento.

A rendere il tutto ancor più suggestivo, lo splendido scenario della Villa romana. La maestria con la quale gli attori hanno interagito con la natura del parco e la spontanea ambientazione dello spettacolo, sono state caratteristiche importanti e hanno dato modo ad un pubblico di esperti amatori del genere, ma anche di ignari profani della musica, di incontrare ed apprezzare una rappresentazione dai toni pacati ma convincenti.
Le scene che si sono susseguite hanno raccontato emozioni, hanno espresso sensazioni difficilmente spiegabili a parole. Con immediatezza e genuinità la rappresentazione è riuscita a rimanere perfettamente in linea con lo spirito della manifestazione che l’ha ospitata, pur presentandosi come innovativa e fantasiosa.

Cercare di spiegare il Jazz e la sua particolare sensibilità poteva essere un’impresa particolarmente ardua, ma, complici la semplicità dei gesti e l’immediatezza espressiva dei mimi, lo spettacolo è riuscito facilmente nel suo intento. Ha incuriosito, intrigato ed emozionato. Ha operato con successo perché il Jazz trovasse la fedeltà di qualche fan in più.

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