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mercoledì 08 luglio 2020

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Istanti d'un parto

Mostra fotografica di David Lynch

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Bianchi e neri e qualcosa in mezzo. In mezzo la nascita, la generazione di un corpo. Un grande regalo ci arriva da uno dei cuori di San Lorenzo, e dalla Polonia, e dalle profondità di neri abissali da cui vengono alla luce (!!) intensità, grumi materici, gradazioni che solo i segni del corpo, segni-corpo, possono rispettare. Ancora una volta lo sguardo profondo di David Lynch ci parla della produzione (in ogni suo concretizzarsi, di ogni microprocesso); e questa volta come processi fermati (ma non c’è immobilità; la spinta in avanti del movimento generazionale è fortissima) in 30 fotografie scattate ai tempi delle riprese di Inland Empire (dicembre 2000) a Lodz (Polonia), città ormai cara all’autore, ed esposte nella raccolta Dreamland Lodz, Nudes and Factories alla Scuola Romana di Fotografia, ormai punto di riferimento culturale del quartiere San Lorenzo e della Capitale (situato nello storico stabile in via degli Ausoni 7/a).
Nata nel 1992 dal sodalizio del fotografo e pittore Angelo Caligaris e del critico d’arte Duccio Trombadori, la scuola, da sempre sensibile agli autori al limite delle varie tecniche sperimentali, propone anche stavolta lo sguardo eccentrico di un maestro delle contaminazioni artistiche. Che siano nudi femminili (non è un caso...) emersi dal buio, escrescenze, superfetazioni di carne (da sempre ossessioni di Lynch cineasta; vedi Dune, The Elephant Man) o le fessure di un vecchio radiatore (e già Ereaserhead...), da cui si parte per esperienze elettriche che condensano tempi e spazio, o le profondità elementari di una pozza d’acqua (ancora la creazione, ancora la materia) che riflette relitti di un’archeologia post-industriale post-umana, pre-umana; che sia la luce generatrice, le croste, i muri delle fabbriche su cui s’iscrivono strane composizioni, fantasmi, volti di ferro che la terra ripartorisce per ricordarci che esiste, sempre e comunque è il linguaggio che Lynch mette in discussione, il suo (fotografico o cinematografico che sia) e il nostro, chiudendo un cerchio ideale che parte dalle sue prime videoistallazioni.

La mostra dura fino al 25 ottobre. 

Lunedì - venerdì:9.30-19. Sabato:12-19

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