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sabato 04 aprile 2020

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Incontro con Thomas Vintenberg

Il regista danese a Roma per presentare il suo film “Riunione di famiglia”

26.10.2008 - Carlo Brunelli



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Il Festival del cinema ha accolto questo pomeriggio, per la gioia dei cinefili presenti, Thomas Vintenberg, regista danese del bel film “Riunione di famiglia” presentato nella sezione “L'altro cinema”. Vintenberg È famoso soprattutto per la sua esperienza nel Dogma '95, manifesto pubblicato insieme al suo amico Lars Von Trier e ad altri registi danesi.
Questo film perÒ È molto diverso dal decalogo del Dogma... “SÌ, ogni volta che faccio un film cerco 

di cambiare, di esplorare terreni nuovi. Dogma È stato radicale, politico, un progetto importante. In tutti i miei lavori ho cercato di scostarmi dal Dogma, a piccoli passi, non so se ci sono riuscito, perÒ non mi stimolava più, non c'erano più nÈ il rischio nÈ l'arroganza che quel progetto portava con sÈ...era quasi diventato una questione commerciale!” E gli altri esponenti del Dogma ora cosa fanno? Vi frequentate ancora? “Fanno quello che faccio io...brancolano nel buio! Certo che ci frequentiamo, leggiamo i nostri copioni, commentiamo i nostri montaggi, discutiamo, facciamo delle belle cene insieme ma non abbiamo ancora trovato delle risposte!”  Tornando a 'Riunione di famiglia', che segna il suo ritorno in Danimarca, sembrano esserci parecchi riferimenti sia a lei (il film, tradotto letteralmente si chiamerebbe “quando un uomo torna a casa”) sia al film che le ha dato maggiore notorietà, Fester- festa in famiglia. “Beh con Fester ci sono parecchie cose in comune, il ritorno a casa, un trauma infantile, uno scenario familiare complicato, e una rivelazione che avviene sempre durante un momento rituale. Forse questo È dovuto al fatto che sono cresciuto in una comunità hippy, e questo emerge sempre. Ma 'Riunione di famiglia' È allo stesso tempo molto diverso da Festen, molto più calmo, pacato, tranquillo. Con la mia vita invece non c'entra niente, non È di me che si parla nel film, volevo solo raccontare una storia e non c'È nessuna analogia col mio ritorno in Danimarca!” Molto diverso invece dalla sua opera precedente, “Dear Wendy” “SÌ, ma È anche ovvio, la sceneggiatura di Dear Wendy era di Lars Von Trier, infatti quello È il mio film più freddo, che tra l'altro amo molto ma È un bambino che ho avuto con un altro regista, diciamo che È la finalizzazione del mio rapporto con Lars, non potevamo essere più vicini che dopo questo film!” Voi registi del Dogma vi potete sempre avvale di attori bravissimi, siete voi che li sapete dirigere cosÌ bene o c'È una scuola di recitazione.. “Abbiamo il beneficio di avere tutti attori di talento. Soprattutto in quel periodo c'È stata un'ondata di attori talentuosi, insieme all'ondata dei registi del Dogma, e l'unione ha dato questo risultato cosÌ bello. Ora, nonostante il periodo di crisi in Danimarca, gli attori sono ancora bravissimi, e non È per merito di una scuola, È piuttosto una grande tradizione!” Noi in Italia siamo gli ultimi nelle classifiche europee,  la Danimarca È sempre ai primi posti. Eppure dai film traspare l'aria di crisi di cui lei parla “E' tipico dei film nostrani essere cupi. Forse È colpa del freddo. In 'Riunione di famiglia' perÒ ho cambiato un po' il tipo di paesaggi, sono più caldi rispetto ai paesaggi tipici danesi. Ho voluto dare un'idea più calda. Pensate che questo film volevo girarlo in Italia ma i miei produttori mi hanno detto “non È possibile, Berlusconi ha fatto tabula rasa anche sull'industria cinematografica!” E delle sue esperienze americane cosa ne pensa? “Mi sono trovato bene, ho diretto un video musicale poco tempo fa in America. LÌ È più facile, mi sono divertito, perÒ continuo a scegliere l'Europa, il mio cuore È qui..”

Progetti per il futuro? “A gennaio inizio le riprese di Submarino. Sarà un film molto cupo, a basso costo. Tipicamente scandivano. Sono molto contento...”

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