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sabato 04 aprile 2020

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Recensione film: Galantuomini

L'ottimo ritorno alla regia di Edoardo Winspeare

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Titolo: Galantuomini
Regia: Edoardo Winspeare
Cast: Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni
IMDB: --/100
Voto: 75/100

 

Salento, fine anni '60. Ignazio, Lucia e Fabio giocano tranquilli in un paesino di provincia.
Lecce, primi anni '90. Ignazio, dopo 7 anni vissuti a Milano, è tornato in Puglia per il suo lavoro di pubblico ministero. Poco dopo il suo arrivo Ignazio tornerà al suo paese natale, a causa della morte per overdose dell'amico Fabio. Lì ritroverà Lucia, di cui è ancora innamorato. Le indagini sulla morte e sul giro di droga vengono affidate proprio ad Ignazio, in coppia con la sua collega Laura. Le indagini porteranno i due giudici a scoprire i traffici della Sacra Corona Unita nella provincia di Lecce, a cui gran parte delle persone che hanno fatto parte della vita di Ignazio sembrano appartenere, compresa l'amica Lucia...
Edoardo Winespeare dirige con grande mano un bel melodramma ambientato nella sua amata Puglia, e dipinge abilmente questa eterna quanto irrealizzabile storia d'amore tra un galantuomo e una donna donna d'onore molto lontani, ma allo stesso tempo vicinissimi, condendo il tutto con le vicende della nascita della Sacra Corona Unita, e un bellissimo sfondo salentino.
Il passaggio dagli anni '60 agli anni '90 segna la perdita dell'innocenza della puglia, un paradiso terrestre deturpato dalla criminalità organizzata. Ignazio tornando a casa troverà tutto cambiato proprio perchè tutta la gente con cui è cresciuto è stata costretta, come la sua terra, a perdere quella beata innocenza. Anche lo stesso protagonista si troverà a dover compiere delle scelte, e deciderà di perdere egli stesso la via di rettitudine che da sempre contraddistingue la sua vita razionale quando si troverà a proteggere e nascondere dalla giustizia la sua amata amica, diventata un boss della Sacra Corona Unita. 
Ottima la recitazione, ottima la regia, un ritmo che dà phatos alla storia e un finale aperto che lascia riflettere. Un film insomma che è un'eccellenza nel panorama italiano, soprattutto rispetto agli altri prodotti presentati al Festival di Roma, a cui manca purtroppo un tocco di orginalità.

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