Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 29 febbraio 2020

  • MP News
  • Cinema e Teatro

El artista

L’arte e la vita: due cose differenti

28.10.2008 - Chiara Comerci



APPUNTAMENTI - Al Teatro di Ostia Antica va in scena Albertazzi

"Le Memorie di Adriano" concluderanno la rassegna estiva
Leggi l'articolo

TEATRO - A Roma il Gran Premio 2.0 - Teatro da condividere

Il 18 giugno 2015 alle ore 21 presso la Sala Teatro GP2 cinque compagnie si contenderanno la palma del miglior corto...
Leggi l'articolo

TEATRO - "LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA"

Al Doppio Teatro la storia di un amore alla ricerca della propira identità
Leggi l'articolo

Titolo: El Artista
Regia: Gastòn Duprat e Mariano Cohn
Cast: Sergio Pangaro, Alberto Laiseca, Enrique Gagliese, Anan Laura Loza, Marcello Prayer, Andrés Duprat
IMDB: -
Voto: 70/100
Jorge lavora in un istituto geriatrico. Uno dei suoi assistiti, un anziano autistico, disegna e dipinge in continuazione. Il giovane infermiere decide di sottoporre all’attenzione del museo di arte contemporanea i lavori di Romano. Così, tanto per vedere se valgono qualcosa. Dal momento in cui appone la propria firma sui dipinti di Romano, Jorge diventa, volente o nolente, il centro dell’arte contemporanea. Improvvisamente catapultato in un mondo del quale capisce poco o niente, immerso nell’eterno dibattito su cosa sia l’arte, invitato continuamente in trasmissioni nelle quali non comprende nemmeno le domande che gli si pongono, Jorge porta l’anziano artista a casa sua e in cambio delle cure si appropria della sua arte. Finchè…
Un film particolare, dalle tematiche complesse e dalla realizzazione peculiare.
Jorge, del quale la prima cosa che apprendiamo è la morte della madre, con la quale viveva, viene spesso inquadrato di spalle; vediamo cosa fa ma non siamo in grado di capire perché, o se abbia la consapevolezza di cosa stia realizzando. Le sue scelte sono imperscrutabili, eppure nel suo modo di fare con l’anziano Romano si intuiscono una dolcezza, una pazienza che forse erano riservate alla madre quando era in vita. Le inquadrature nelle quali troviamo questo giovane infermiere però ci parlano al suo posto: una incapacità di confrontarsi col mondo esterno, un’inibizione ai rapporti umani ben testimoniate dalla frequente presenza di sbarre, di paesaggi solitari, di muri vuoti e solitari. E dal lento scorrere del tempo.
Le inquadrature sono un’altra caratteristica del film: tutto è narrato senza movimenti di macchina né tantomeno piani sequenza, come se fossero tutte dei quadri, o meglio delle pagine di fumetti.
Così come avviene anche per la narrazione delle mostre di Jorge, che richiamano sciami di persone: non si vedono mai le famose “creazioni”, ma solo il grande movimento di critici, appassionati, gente qualsiasi che si avvicenda davanti alla cornice dei quadri in esposizione (la finestra dalla quale lo spettatore guarda il pubblico della mostra). Lo sceneggiatore, Andrés Duprat, ha una lunga esperienza come curatore d’arte e manager di programmi culturali, ma il film si avvale anche della partecipazione come coproduttore di Leon Ferrari, noto artista vincitore, tra l’altro, del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. Da qui la grande ricchezza di citazioni illustri che alimentano il dibattito tra cosa è arte e cosa non lo è, con tutti i paradossi del circuito dell’arte contemporanea, dei personaggi che lo popolano, delle difficoltà nella definizione del concetto di arte.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.