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sabato 26 settembre 2020

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Recensione Amore che vieni, amore che vai

Il film di Daniele Costantini delude i tanti fan del cantautore genovese al Festival di Roma

31.10.2008 - Carlo Brunelli



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Titolo: Amore che vieni, amore che vai
Regia: Daniele Costantini
Cast: Fausto Paravidino, Filippo Nigro, Donatella Finocchiaro
IMDB:  
Voto: 40/100

 

Genova, 1963. Tre storie si incrociano. Bernard è un contrabbandiere, il criminale più famoso e misterioso della zona, ed accetta solo colpi grossi. Carlo invece è un ragazzo che si ritrova a fare il pappone per caso. Salvatore è un bandito sardo trasferitosi a Genova per rifarsi una vita. Quando si presenta il colpo grosso, Bernard pensa proprio a Carlo e Salvatore come spalle, ma tra i due non corre buon sangue a causa di Veretta, una protetta di Carlo della quale Salvatore è innamorato. I tre riescono comunque nel loro colpo grosso, ma l'apparente omicidio di Salvatore e le vicende private di Carlo e Bernard porteranno i tre a dividersi. A riempire i molti vuoti la storia d'amore impossibile di Carlo, che giovanissimo si ritrova immischiato in risse da bar e in un improbabile giro di prostituzione.
Liberamente tratto dal romanzo scritto da Fabrizio De Andrè e Alessandri Gennari 'Un destino ridicolo', 'Amore che vieni, amore che vai' è uno dei film che ha più deluso il pubblico del Festival del Film di Roma. Daniele Costantini, regista e co-sceneggiatore, poteva fare di più con il cast a disposiozione, basti pensare all'interpretazione fredda e inespressiva (o forse sarebbe meglio dire monoespressiva) di Donatella Finocchiaro, la più quotata al premio migliore attrice al Festival per 'Galantuomini'. La storia, inizialmente divertente e con un ritmo fresco e spigliato, sul finale assume dei toni noir e grotteschi che stonano con l'atmosfera iniziale, l'evoluzione finale della storia sembra sbrigativa e poco curata. La canzone di De Andrè che da il titolo al film è l'unica del cantautore inserita nel film. Da menzionare il riarrangemento della stessa 'Amore che vieni, amore che vai' del premio Oscar Nicola Piovani, autore della colonna sonora originale, una delle poche note positive del film.

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