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giovedì 24 settembre 2020

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Battaglia di Natale

Incontri/scontri tra Boldi e De Sica

17.11.2008 - Marco Bolsi



Boldi sconfigge l’agente di sua maestà

I cinepanettoni sono sempre da primato
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Festival Internazionale del Film di Roma – Giorno 3: Parliamo dei De Sica.

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L’ex naufraga sbarca sul pianeta dei Cinepanettoni

Per l’ex naufraga, Belen Rodriguez, è già arrivato il Natale
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Era il 1983. Nelle sale italiane usciva Vacanze di Natale dei fratelli Vanzina con Christian De Sica. Per la prima volta dopo i due film di successo, Sapore di mare e Sapore di mare 2 – un anno dopo, si tentava di ritrarre la vita dell’italiano medio durante il periodo natalizio. L’esperimento fu un successo: riprese record (in sole tre settimane) e incassi vertiginosi (2.997.000.000 di lire).
Ma fu davvero una novità nel campo cinematografico? Facciamo un passo indietro. Era il 1959 e il regista romano Mastrocinque firma una coproduzione italo/franca dal titolo Vacanze d’inverno: commedia non troppo brillante che tuttavia vanta un cast di tutto rispetto (citiamo solo Alberto Sordi e Vittorio De Sica); film strutturato ad episodi, racconta le intricate vicende amorose di alcuni villeggianti che si trovano a trascorrere le vacanze invernali a Cortina d’Ampezzo.
24 anni dopo i Vanzina tornano nello stesso luogo a riproporre lo stesso schema. E non è finita qui. Si susseguono a periodi intervallati film diretti da registi diversi ( Oldoini, Parenti e infine i Vanzina) che pian piano assumono contorni sempre meno definiti fino a raggiungere un’omogeneità allarmante. Da segnalare Vacanze di Natale ‘90 che vede la prima e storica collaborazione della coppia Boldi-De Sica per questo genere, Natale sul Nilo (2002) che sposta l’ambientazione dalla perla delle Dolomiti a mete esotiche e quanto mai turistiche, e Natale a Miami (2005) che segna la fine del ventennale sodalizio tra i due comici.
Purtroppo pare che anni d’esperienza non abbiano insegnato molto. Ma forse sono solo gli incassi quelli che in fondo interessano. I cosiddetti cinepanettoni, definiti dalla critica con un’accezione sprezzante, si caratterizzano per una trama che rasenta la banalità, giocata su gag volgari ed episodi di bassa comicità; gli equivoci, piuttosto dozzinali, hanno come unico intento quello di provocare nello spettatore una facile risata. Insomma una commedia (se così si può definire) non troppo impegnata, di scarse pretese, che ridicolizza i comportamenti degli Italiani, facendoli apparire sotto un alone di squallore per cui c’è solo da provare vergogna.
Una farsa costruita su stereotipi ormai svuotati della loro vera essenza che ricalca con mera illusione il mito del cinema italiano di fine anni ’50: siamo certamente lontani dall’amara e pungente satira di costume che ha caratterizzato il genere cinematografico passato alla storia col nome di commedia all’italiana. Mancano quelle contraddizioni e quell’incompatibilità di fondo di un’identità fallace e passeggera che fatica a fissarsi in una forma definita. Nei cinepanettoni permane soltanto una divisione basata su uno status sociale, di ricchezza economica, e su una marcata differenza regionale: incontriamo il cameriere che si finge ricco per conquistare la figlia dell’industriale uomo d’affari o il romano coatto che alla fine diventa amico del milanese imbranato.
Questioni sociologiche a parte, dal 2006 i due capisaldi del genere natalizio si sono separati: De Sica è rimasto con Neri Parenti e Aurelio De Laurentiis, mentre Boldi si fa dirigere dai Vanzina affiancandosi alla casa di produzione Medusa. Un divorzio all’italiana voluto, almeno così pare, dallo stesso Cipollino per motivi di carattere personale con lo storico collega. Dopo 23 film insieme sono ormai tre anni che si scontrano sotto il vischio con pellicole dalle qualità discutibili. E i numeri parlano chiaro: a vincere la consueta battaglia natalizia è il secondo De Sica che con Natale a New York (che ha incassato la bellezza di € 23.513.000) e Natale in crociera (€ 23.445.000) supera di gran lungo Olè (€ 8.265.000) e Matrimonio alle Bahamas (€ 9.814.000). Insomma un derby perso in partenza dall’attore lombardo che fiero del suo motto, “anche quest’anno il Natale arriva prima”, è da poco uscito nelle sale italiane con la pellicola La fidanzata di papà che vede in prima fila una Simona Ventura dalle doti recitative alquanto dubbie. Tuttavia i fan dovranno pazientare ancora un po’ prima di decretare il campione del 2008, almeno fino al 19 dicembre, giorno previsto per il lancio di Natale a Rio de Janeiro.
Squadra che vince non si cambia: De Sica concede il tris a Massimo Ghini, mettendo una seconda volta alla prova la coppia Hunziker – De Luigi apparsi già in Natale in crociera. 
Quest’anno manca all’appello il film di Pieraccioni che nel 2007 con Una moglie bellissima (€ 19.938.000 al box office) aveva dato del filo da torcere alla concorrenza made in Italy.
I continui successi dei cinepanettoni sono una testimonianza del fatto che non sono certo gli attori come Boldi o De Sica a garantirne l’esito scontato, quanto una larga diffusione o se preferiamo chiamarlo un appuntamento immancabile per un folto gruppo di Italiani che non può assolutamente rinunciare all’ultimo film dei Vanzina o di Parenti.
E se queste pellicole raggiungono i vertici ai botteghini in una sola settimana c’è da chiedersi se sia stato frainteso lo scopo per cui si fa cinema, a volte troppo commercializzato e quasi d’insulto, o se in un 50ennio sia cambiato il gusto degli Italiani che oggi apprezzano una comicità di parolacce e corpi nudi.

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