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sabato 04 aprile 2020

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Recensione film: Qualcuno con cui correre

Tratto da uno dei libri di maggior successo di David Grossman il film che conclude il festival di cinema ebraico

23.11.2008 - Francesca Maria Calegari



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Titolo: Qualcuno con cui correre
Regia: Oded Davidoff
Cast:
Bar Belfer,
Yonatan Bar-Or,
Yuval Mendelson,
Rinat Matatov 
IMDB: 72/100
Voto: 77/100

 

Asef e Tamar corrono per le strade di Gerusalemme. Ognuno in cerca di qualcosa.
Asef, che per l’estate lavora al canile, deve trovare la padrona di Dinka, una bellissima labrador. Il cane lo trascina lungo tutta la città e, anche se non l’ha mai vista, Asef scopre il desiderio di trovare la misteriosa ragazza a ogni costo. La padrona è proprio Tamar, disperatamente sulle tracce di suo fratello Shay: un musicista eccezionale, che suona la chitarra come Hendrix, ma si è perso nel tunnel dell’eroina ed è ostaggio di un protettore dickensiano. I due ragazzi faranno scelte coraggiose e le loro vite si legheranno indissolubilmente, quasi vi fossero destinati.
Presentato a conclusione dell’edizione 2008 del Pitigliani Kolno’a Festival, rassegna di cinema ebraico, Qualcuno con cui correre è tratto dall’omonimo romanzo di David Grossman. Aperto sostenitore della pace, soprattutto dopo la morte, nel 2006, del figlio appena ventenne, durante il conflitto con la Libia, Grossman è diventato uno dei più famosi scrittori contemporanei con opere come Vedi alla voce: amore e Che tu sia per me il coltello.
Qualcuno con cui correre descrive un’insolita Gerusalemme, lontana dal suo lato divino: la città infatti è vista dai bassifondi. David Odedoff, autore di cortometraggi e di una serie televisiva israeliana, al suo secondo lungometraggio, ha girato con un limitato budget e animato da un intento realistico che non può non appassionare. Lo stile del film è molto semplice e diretto, senza orpelli o effetti speciali, la realtà è rappresentata così com’è quasi si trattasse di un documentario. Il risultato è azzeccato: la pellicola, mortificata però da un doppiaggio scadente, va dritta al cuore delle emozioni.
I tre protagonisti sono tutti esordienti: bravi, ma è soprattutto Bar Belfer, nel ruolo di Tamar, a colpire. Oltre a cantare e suonare la chitarra splendidamente tutte le canzoni del film, da una grande prova di attrice, specialmente con gli occhi e la mimica facciale, per questo ha anche vinto il premio speciale della giuria al festival di Miami nel 2007.

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