Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


domenica 22 settembre 2019

  • MP News
  • Cinema e Teatro

Recensione documentario: Made in America (Lo Stato delle Cose)

Lotta tra gang in uno scialbo documentario di Stacy Peralta

25.09.2008 - Tommaso Ranchino



26° Torino Film Festival

Ogni giorno news, recensioni ed approfondimenti sulla rassegna torinese, diretta per il secondo anno da Nanni Moretti.
Leggi l'articolo

Recensione film: United Red Army (Lo Stato delle Cose)

Torino trova il suo capolavoro nella grandiosa epopea del maestro giapponese Koji Wakamatsu, cineasta controcorrente e...
Leggi l'articolo

Recensione film: The new year parade (Torino 26)

Buon vero, sano cinema indipendente americano. L’esordiente Tom Quinn scende per le strade di Philadelphia seguendo...
Leggi l'articolo

Recensione film: Wendy and Lucy (Fuori Concorso)

Presentato fuori concorso il bel film indipendente che ricalca, a modo suo, la strada battuta da "Into the wild".
Leggi l'articolo

Titolo: Made in America
Regia: Stacy Peralta
IMDB: --/100
Voto: 35/100

 

Nel cuore della California democratica e benpensante, pulsa l’anima di una lotta fra gang afro-americane, un conflitto fratricida e spietato quello tra i Crips e i Bloods. Si calcola che si sia portato via, in meno di trent’anni, più di quindicimila vite. Il documentario, presentato al Festival di Torino, ripercorre e analizza, con risultati sconcertanti, la storia di questo conflitto, attraverso immagini d’archivio e interviste ad alcuni ‘sopravvissuti’ di ambo le fazioni.
Stacy Peralta, celebre intorno al pianeta per essere stato uno degli skater di Dogtown, intraprende una strada nuova dopo aver magistralmente diretto i documentari sportivi “Dogtown & Z-Boys”, sullo skate per l’appunto, e “Riding Giants”, sul surf estremo. Questa volta s’improvvisa reporter a caccia di una poco chiara (anche a lui) verità scomoda su di una realtà scabrosa come quella della lotta fra gang rivali. Ma, un po’ per le interviste superficiali e poco approfondite, che tratteggiano profili sbiaditi e macchiettistici dei personaggi delle vicende, un po’ per lo scarno archivio di video a disposizione, si vedono infatti troppe foto e tutte simili tra loro, il risultato è approssimativo e inefficace.
La chiarezza che vuole fare Peralta va ben presto a farsi benedire, la visione del documentario, tra l’altro per nulla coinvolgente o emozionante, lascia nell’immaginario dello spettatore una confusione ancora più radicata su di un argomento, già di suo, poco interessante.
La maggior capacità del documentarista statunitense era stata, nei precedenti lavori, quella di donare tinte forti ai protagonisti delle prodezze sportive che inscenava, gli skater e i surfisti erano portatori di valori che andavano ben oltre la divulgazione di uno sport e lo spettatore poteva subirne il carisma attraverso gli aneddoti enumerati, invece qui la narrazione frazionata e mal collegata contribuisce a lasciare la sensazione di trovarsi di fronte ad un collage scriteriato di racconti e foto, più che ad un flusso univoco di intenzioni ed intensità.
Una visione da non consigliare, perché priva di potenza immaginifica ed incapace di restituire qualcosa di citabile o godibile.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.