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martedì 26 maggio 2020

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Recensione film: Il bambino con il pigiama a righe

L’olocausto visto attraverso gli occhi innocenti di un figlio del nemico

14.12.2008 - Francesca Maria Calegari



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Titolo: Il bambino con il pigiama a righe (The Boy in the Striped Pyjamas)
Regia: Mark Herman 
Cast: David Thewlis, Vera Farmiga, Rupert Friend 
IMDB: 79/100
Voto: 70/100

 

Nella Berlino anni ’40, la vita del piccolo Bruno scorre tranquilla tra i giochi con gli amici e l’affetto dei genitori. Quando al padre, ufficiale nazista, viene affidato un nuovo incarico, tutta la famiglia è costretta a seguirlo in campagna.
Bruno però si annoia: non ha amici e non si può allontanare dalla casa. Un giorno, guardando fuori dalla finestra, vede una fattoria con degli strani contadini: indossano tutti un pigiama a righe. Non sa che il padre dirige un campo di concentramento.
Riesce a sgattaiolare fino alla “fattoria” e, anche se sono separati dalla recinzione di filo spinato, fa amicizia con uno dei deportati, Shmuel, che ha proprio la sua stessa età: 8 anni.
Questo improbabile legame scuoterà la sua coscienza di bambino viziato: gli farà aprire gli occhi, dubitando della bontà del padre, e incamminandosi su una strada pericolosa.
Alcune incongruenze storiche, come il fatto che a una festa di nazisti si ascoltasse musica americana, non diminuiscono il lato emotivo del film diretto dal regista inglese Mark Herman ( Grazie, signora Thatcher e Prenditi un sogno). Già solo il fatto che due persone possano parlarsi attraverso una recinzione che doveva essere rigorosamente sorvegliata ha dell’incredibile, ma l’immagine è potente: l’innocenza di due bambini che distrugge le regole del sistema razziale. Bruno, che non riesce a capire la situazione drammatica in cui si trovano quelli che lui crede essere contadini, e Shmuel, che non sa come spiegare quello che sta realmente succedendo.
Il bambino con il pigiama a righe è delicato, per gran parte i toni sono quasi fiabeschi, ma la realtà non si può dissimulare e diventa straziante; in alcuni momenti manca di profondità, ma sa anche prendere strade inaspettate e tenere con il fiato sospeso. Nonostante in Italia sia distribuito, ma non prodotto, dalla Buena Vista (Disney) non è un film per bambini, richiede un pubblico per lo meno adolescenziale.
Il film ha avuto un grande successo ai British Indipendent Film Awards, ricevendo due nominations, miglior regia e miglior promessa per Asa Butterfield che interpreta Bruno, e facendo vincere un premio a Vera Farmiga, come miglior attrice ( Complicità e sospetti, The Departed), che interpreta la madre di Bruno, il personaggio in un certo senso positivo: una donna che ama suo marito ma non riesce ad accettare quello che viene fatto nel campo. Ad un ottimo David Thewlis, il professor Lupin per tutti i fedelissimi della saga di Harry Potter, va invece il ruolo più scomodo, diviso dall’ambiguità  tra il premuroso padre di famiglia e il crudele servo del reich.

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