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giovedì 09 aprile 2020

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Recensione film: Lissy - Principessa alla riscossa

Il modello Dreamworks visto dai tedeschi

22.12.2008 - Tommaso Ranchino



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Titolo: Lissy
Regia: Michael Bully Herbig
IMDB: 56/100
Voto: 50/100

 

Era il 2007 quando l’acuto Michael Bully Herbig regalò al pubblico tedesco “Lissi und der wilde Kaiser”, un cartoon digitale che, partendo dai lavori Dreamworks e arrivando anche a prendersene gioco, si poggiava sulla forte caratterizzazione del suo creatore, che ha prestato volto e voce alla protagonista femminile. Una pellicola per adulti, pregna di una valenza locale nel suo humour che le ha consentito di comandare la bundesliga del box office a lungo.
Qui in Italia il discorso è diverso. Michael Herbig non è uno degli showman più seguiti ed amati, anzi è un perfetto sconosciuto. Una comicità che si prende gioco delle fissazioni e delle caratteristiche grottesche di alcuni tedeschi avrebbe trovato una naturale indifferenza nel nostro panorama culturale. Ed allora la Moviemax, che distribuisce il film, ha deciso di ritoccare profondamente la natura dell’opera, edulcorandone i toni, riscrivendo per intero battute e doppi sensi inadattabili. Quello che ci arriva è un cartoon in pieno stile Dreamworks, con la piacevole aggiunta di una comicità a sfondo sessuale che nei prodotti d’oltreoceano non si vede mai, viste le storture conservatrici che caratterizzano lo stomaco degli Stati Uniti.
Un prodotto che rubacchia alle opere che hanno segnato il genere: lo Yeti che, in una sorta di singolare par condicio, si colloca perfettamente a metà tra il Sully di “Monsters & co.” e Shrek, la vena parodica di prodotti quali lo stesso “Shrek”, “Cenerentola e gli 007 nani” e “Cappuccetto Rosso e gli Insoliti Sospetti”.
Il vizio della rivisitazione italiana è proprio quello di prendersi troppe libertà nei confronti dell’originale, ci si trova sovente di fronte ad un esito che sa di rimpastato e disarmonico. La voglia di accontentare tutti, bimbi e genitori, finisce per disilludere entrambi: né il pubblico più giovane potrà godere di una sintonia con i personaggi e con la storia, né gli adulti potranno ridere di gusto come avrebbero potuto. Si è voluta imboccare una strada cerchiobottista, forse per non perdere le potenzialità di un prodotto d’animazione dalle spiccate qualità tecniche, nulla a che invidiare ai lavori Pixar, che verrà lanciato appena dopo le feste, facendo leva sulle nostalgie delle incantevoli atmosfere natalizie appena nate e già finite.
“Lissy – Principessa alla riscossa” resta comunque qualcosa di nuovo, nella sua accezione originaria, e un prodotto che arriva invece in immenso ritardo rispetto ai modelli statunitensi, meritandosi comunque una visione per un paio di trovate particolarmente riuscite.

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