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lunedì 21 settembre 2020

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Recensione film: Quando sei nato non puoi più nasconderti

27.12.2008 - Vincenzo Venerito



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“Quando sei nato non puoi più nasconderti” è un film di Marco Tullio Giordana, dal respiro più corto rispetto al lungometraggio e pluripremiato “La meglio Gioventù”. E’un film che narra delle avventure di Sandro, un tredicenne bresciano, figlio di una facoltosa famiglia che durante una gita in barca con il padre (Alessio Boni) e un suo amico  cade dall’imbarcazione dove sta viaggiando  e viene ripescato da una carretta del mare piena di immigrati clandestini. Qui Sandro si salva dalle angherie dei traghettatori, grazie all’aiuto di due giovani rumeni Alina e Radu. Ritornato a casa sano e salvo Sandro  ospita i due rumeni a casa sua, ma questi fuggono dalla abitazione impossessandosi di vari preziosi e gioielli. Sandro non si perde d’animo e va sulle loro tracce e li ritrova in un edificio alle porte di Milano dove vive una sorta di bolgia dantesca clandestina. Sandro si accorge che Alina e Radu non sono fratelli come aveva pensato in un primo momento,bensì il ragazzo è lo sfrutttatore della ragazzina che viene costretta a prostituirsi. Sandro cerca di convincere Alina a ritornare a casa sua, ma la vicenda ci è ignota in quanto il film si chiude con un finale aperto con i due ragazzini che mangiano un panino in un’atmosfera spettrale e quasi surreale.
Il film ha un ritmo molto incalzante: Giordana si avvale della collaborazione per la sceneggiatura di Sandro Petraglia e Stefano Rulli, eppure presenta un vistoso difetto. Il regista attraverso la pellicola non si schiera circa l’annoso e attuale problema dell’immigrazione clandestina: i suoi occhi sono quelli di Sandro, il protagonista del film, un ragazzino appena tredicenne scelto tra moltissimi provini fatti nel bresciano. E’questa anche l’idea del critico Morandini che accusa Giordana di non aver voluto prendere posizione circa il problema della clandestinità. Comunque il lungometraggio in questione è ben fatto al di là del difetto già messo in luce e appaiano azzeccate le scelte degli attori: buona la prova di Alessio Boni, già ispiratore con Luigi Lo Cascio della “Meglio Gioventù” e superlativa la prova di Adriana Asti che nel film interpreta il ruolo della madre del piccolo Sandro.
In finale si può dire che Giordana ha confezionato un buon prodotto che però pecca di un contenuto sociologico e politico: si tratta comunque di un buon film che vale la pena di essere visto.

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