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mercoledì 27 maggio 2020

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  • Cinema e Teatro

Oniontown reportage di Nadia Shira Cohen

Fino al 23 gennaio 2009

10.01.2009 - Luigia Bersani



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Image Hosting by Picoodle.com Un orsetto di pezza abbandonato tra le foglie secche  di un villaggio abbandonato tra le radure americane forse rappresenta l'immagine più descrittiva di Oniontown.

Una qualunque comunità, anche la più piccola, la più dimenticata, la più decadente o decaduta trova le sue radici e la sua forza nei difficili intrecci relazionali che uniscono i componenti della stessa. Sulla ricerca di questi legami si fonda il reportage di Nadia Shira Cohen presentato alla B-gallery di Roma. Conquistando la fiducia degli abitanti di Oniontown, la fotografa è riuscita a diventare una di loro, oltrepassando le barriere dell'estraneità ha potuto, con una perspicace sensibilità, catturare istanti descrittivi della più intima realtà di quella cittadina dispersa nella contea di Duchess.

" La cittadina cipolla", tra le sue lacrime agrodolci e le pareti dei suoi caravan, tipologia di abitazione la cui presenza è dominante, ospita famiglie, animali, bambini e anziani i quali convivono tutti in una sincopata armonia in cui la povertà ed il degrado fanno da cornice e da ritratto stesso alle vite di questi.

E' in questo contesto che Hunter si appresta al tramonto ad andare a caccia di topi con lo zio Dick, Joshua si aggira nel caravan diventato una prigione per piccioni catturati illegalmente per essere poi rivenduti ai circoli di caccia come bersagli ed Hanna irrequieta salta, urla, grida e piange in un'euforia che da ingenua e bambinesca diventa tormentata quando di notte non riesce a dormire per gli incubi e si sveglia correndo per abbracciare la madre.

Serenità ed angoscia si confondono in un mondo in cui gli affetti familiari, forti e concreti combattono contro una miseria che a volte sembra prendere il sopravvento ma che non sembra tanto tenace da annientare gli istinti di branco, gli istinti comunitari che solidi continuano a tenere unita una realtà che seppur nelle difficoltà si è conformata come La Realtà di quella gente e proprio così come si presenta loro questa realtà sporca, stretta e trasandata diventa per loro calda, accogliente e vera, tanto vera come a volte per altre realtà più " benestanti" è difficile immaginare di essere.

La fotografa in questo caso si è fatta portavoce di una delle contraddizioni più insensate e più dure da risolvere degli ultimi, forse, secoli, quella che vede nell'equazione benessere = felicità l'unica via "giusta" da percorrere e spesso non considera la felicità come possibile conseguenza di relazioni umane, di affetti materni, paterni, filiali e fraterni che non hanno bisogno di altro se non di loro stessi per rimanere in vita. 

 

Oniontown - Nadia Shira Cohen

Piazza Di Santa Cecilia 16 - Roma

Fino al 23 gennaio 2009

Dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 22.00

Info: 06 58334365

www.b-gallery.it

 

 

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