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mercoledì 23 settembre 2020

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Recensione Revolutionary Road

La rivoluzionaria cavalcata di Mendes verso l’Oscar

18.01.2009 - Enrico Rossignoli



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Titolo: Revolutionary Road
Regia: Sam Mendes
Cast: Leonardo Di Caprio, Kate Winslet, Michael Shannon
IMDB: 79/100
Voto: 74/100

 

E’ il 1955, la rigogliosa società borghese americana vive il suo dopoguerra nel rispetto e l’adorazione del buon costume, in sacrificio di ogni virtù del buon senso. Frank ed April sono due giovani innamorati, intelligenti e pieni di sogni, iniziano la loro vita coniugale nei sobborghi benestanti di New York. Prima i figli, poi il lavoro, coprono la coppia di soffocanti responsabilità che li rende prigionieri di quotidiane routine. Decidono così di trasferirsi a Parigi per riprendersi il tempo negato dalle convenzioni matrimoniali, e dal bigotto giudizio di chi immagina la moglie casalinga e il marito pendolare. Lui con la possibilità di abbandonare un lavoro che odia, lei con la speranza di trovarne uno che la realizzi.
Purtroppo un temporale di imprevisti si abbatte sulla felice coppietta che comincia a remare controcorrente.
Sam Mendes porta sugli schermi l’omonimo romanzo di Richard Yates scritto nel 1961. Un’opera dimenticata dalla letteratura americana poiché destabilizzante per la rinascita economica degli anni ’50. Ora è un libro di culto. Struggente e realistico, Mendes ritrae lo sguardo severo di Yates sulla decadenza familiare e il conformismo ipocrita USA. Ne condivide pienamente l’analisi sociologica, sostenendo quella patologia già evidenziata in American Beauty: l’incapacità di relazionarsi. In tutto ciò Mendes si migliora: lontano dallo stile simbolico o manierista dei suoi ultimi lavori, egli partorisce un film intimista e viscerale, affidato alla potenza interpretativa dei suoi attori. Il resto degli applausi sono infatti per la coppia Winslet - Di Caprio, anche loro, con 10 anni di talento in più, dimenticano il patinato Titanic di Kate e Leo riscoprendo una sintonia da Oscar.
Teatrale, ben dialogato e sviluppato sulle passioni e i dolori dei protagonisti, questo dramma casalingo è da prendere o lasciare. Ovvero apprezzabile da coloro che si lasceranno coinvolgere emotivamente, prolisso per chi preferisce il cinismo ironico di American Beauty.
Il resto è una penetrante denuncia al matrimonio, applicabile anche ai nostri giorni, poiché le consolazioni di Frank ed April provengono dal piacere amaro della loro intelligenza.
Nota speciale all’impatto drammatico di Michael Shannon e alla solita perfetta colonna sonora di Thomas Newman (Le Ali della Libertà, American Beauty, Il Miglio Verde).

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