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mercoledì 23 settembre 2020

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Recensione: I guerrieri della notte (1979)

L'epico ritorno a casa di una gang di New York

26.01.2009 - Leonardo Birindelli



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Titolo: I guerrieri della notte (Warriors) (!979)
Regia: Walter Hill
Cast: Michael Beck, James Remar, Dorsey Wright
IMDB: 76/100
Voto: 80/100

 

Cyrus (vedi Ciro il re Persiano in versione Saibaba gangster) organizza un raduno di tutte le bande di New York, per spingerle ad unirsi piuttosto che combattersi tra di loro per il controllo di qualche metro di strada. Unirsi per conquistare il potere di tutta la città. Contando sulla loro superiorità rispetto agli “elmetti” possono riuscire a combattere i veri criminali, i criminali “legalizzati”. Ma il sogno del grande capo carismatico  dei Riffs è infranto dal suo assassinio da parte del capo dei Rogues che però riesce a far accusare i Warriors, di cui viene catturato il capo Cleon (vedi stratega aristocratico ateniese). Dopo una discussione tra Ajax e Swan su chi debba essere il nuovo condottiero, inizia  il ritorno a casa/fuga dei Guerrieri; con il loro caratteristico gilè in finta pelle devono attraversare di notte e disarmati una New York popolata di gang ostili, informate sui loro movimenti da una stazione radio (che tra l'altro dedica alla gang in fuga “Nowhere to run” eseguita da Arnold McCuller); e quando non ci sono gang, ci sono i poliziotti a stargli col fiato sul collo. Riescono a fuggire da un attacco dei sanguinosi Turnbull Ac's raggiungendo la metropolitana che però viene sabotata da un incendio. I numerosi ma pavidi Orphans non sono un grosso problema, basta una molotov al momento giusto e i Guerrieri se ne possono andare tranquillamente portandosi via pure la fidanzata del capo (diventerà la fidanzata di Swan che la conquisterà dicendo: “Tu fai solo parte di quello che mi è successo stasera.., ed è tutta merda”). In uno scontro con la polizia Fox finisce sotto la metropolitana. I Baseball furies, giocatori di baseball dipinti alla Kiss (pare due passioni del regista Walter Hill) li accolgono alla fermata di metro successiva dove inizia un lungo inseguimento. Ma con una manovra di accerchiamento e con il coraggio e la forza di Ajax (vedi Aiace, Telamonio od Oileo?) stufo di scappare, riescono a stendere  le variopinte furie del baseball, guadagnandosi pure qualche mazza. Ajax intanto si separa dagli altri per per avvicinare una ragazza al parco che si rivela poi essere una poliziotta che lo fa arrestare. Una parte  quindi viene adescata dalle Lizzies (vedi le Sirene) che presentandosi come “vedove e senza muscolo”(vedi il canto delle Sirene) se li portano a casa e cercano di ucciderli, ma feriscono solo Rembrandt, il graffitista della gang, l'unico che era rimasto sospettoso allo sfacciato corteggiamento delle “pupe”; qui capiscono di essere perseguitati pechè ritenuti colpevoli dell'assasinio di Cyrus. Dopo un violento e coreografico scontro con i Punks nei bagni della stazione, quel che rimane (un morto, due arrestati) della delegazione dei Warriors ritorna a Coney Island (“un bel posto di merda”). Vengono accolti da Luther e i Rogues che con uno strumento improvvisato con tre bottiglie di vetro lancia la sfida. Si incontrano sulla spiaggia all'alba, Luther ha una pistola, ma viene disarmato da Swan con un coltello. Intanto arrivano i Riffs, informati del vero responsabile dell'omicidio del loro capo e, veri e propri deus ex machina, si occupano dei Rogues, e finalmente i Guerrieri possono tornare a casa tranquilli.
Il fenomeno delle bande giovanili assume in questo film un carattere epico-tragico: vengono rispettate le unità di tempo (una notte), di luogo (New York), e di azione (il ritorno a casa), e la lotta dei nostri eroi contro il fato avverso si conclude solo quando viene veramente ripagata l'offesa al semi-divinizzato Cyrus con il sacrificio dei Rogues. Si è parlato dell'Anabasi di Senofonte, ma potremmo parlare anche dell'Odissea; i riferimenti alla letteratura Greca sono comunque vari, espliciti e anche piuttosto ironici. Film culto che ha generato videogiochi, pupazzi, gadget vari, e nel 2010 ci porterà un remake di Tony Scott, i “Guerrieri della notte “si fa amare per la sua scorrettezza, per la sua misoginia maschilista, per la sua violenza sotto forma di ballo in costume; e per la totale sfiducia dei personaggi in qualsiasi moderna mitologia  che non sia il culto della propria divisa e del proprio territorio, come possiamo vedere nell'incontro tra i Guerrieri e i giovani “per bene” di ritorno da una festa, o come testimonia lo stesso omicidio di Cyrus, non molto compianto dai nostri eroi.

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