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domenica 22 settembre 2019

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Jennifer Aniston e Owen Wilson presentano a Roma Io & Marley

“Si ride, si piange, è meglio di Cats!” J. Aniston

03.03.2009 - Francesca Maria Calegari



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Io & Marley sfida una vecchia regola del cinema: non lavorare mai con i bambini e con gli animali.
Inevitabile trasgredire una regola del genere con un film incentrato totalmente sulla famiglia e sul rapporto con un cane. Il risultato sembra addirittura contraddirla.
Owen Wilson spiega infatti che “a Miami si è creato un set dog-friendly”. Entrambi gli attori amano molto i cani e si sono fatti accompagnare dal proprio quadrupede:  “avevo con me il mio cane Garcia, che si è visto anche un una scena del film”, continua scherzando Wilson: “tornare da lui con l’odore di un altro cane addosso, era come tornare a casa con del rossetto sulla camicia “.
Jennifer Aniston conferma l’atmosfera del set: “ci siamo divertiti molto: non sembrava nemmeno di essere a lavoro, con un set meraviglioso a Miami, con i cani, un grande cast”.
La cosa più complessa è stata lavorare con i bambini, spiega la Aniston, “che piangono quando dovrebbero essere felici, o magari ridono quando dovrebbero piangere. E’ orribile far piangere un bambino, o costringerlo a non farlo, quindi potevamo solo aspettare.”
Per l’attrice la presenza di questi attori “atipici” ha creato ulteriori spunti per i vari sketch: “avere questo cast ha significato rendersi conto che potevamo anche rilassarci, perché situazioni come le risate o le improvvisazioni potevano venire anche  da loro, ogni giorno ne succedeva una nuova sul set ”.
E, ironizza poi Wilson, in fondo, “recitare al fianco di un cane che ti ruba la scena ridimensiona fortemente il tuo ego d'attore”.

John e Jenny Grogan sono una famiglia da sogno?
A vederli così sullo schermo qualcuno potrebbe ritenere che la coppia interpretata da Aniston e Wilson sia tanto perfetta da essere finta.
La Aniston però non è d’accordo: “non credo che la famiglia fosse di fantasia, quello che mi piace di questo film è che è il ritratto di un matrimonio, in 15 anni non è tutto rose e fiori: ci sono difficoltà, problemi da affrontare, vicende vere. E’ il ritratto di una famiglia americana che cresce bambini,devono affrontare degli ostacoli e fare dei sacrifici”. 
Infatti “la donna che interpreto deve fare una dura scelta tra un lavoro in cui eccelle e la famiglia; e suo marito è frustrato perché a volte vorrebbe vivere la vita da single del suo amico Sebastian (interpretato da Eric Dane) “.
Non si può quindi paragonare questa famiglia a quelle di “ Desperate Housewives che è molto più di fantasia. Questa è una storia vera, tratta da un libro che racconta la vera vita di un uomo, sua moglie, i loro bambini e ovviamente il loro cane”.

I sacrifici che la famiglia richiede
Nonostante siano costretti a fare delle scelte difficili, le tipiche che una famiglia si trova ad affrontare, Jennifer Aniston non ritiene che questi personaggi facciano dei veri e propri sacrifici : “lo sono solo letteralmente: l’essere umano si sacrifica sempre fino al punto in cui crede di poterlo fare. E’ un sacrificio sul momento ma queste persone sanno quale sarà la ricompensa finale”. Per l’attrice la scelta tra materiale e affettivo dà una  contropartita inestimabile, “ perché alla fine della vita quello che conta è avere attorno le persone che ci amano,  e non quanti soldi avrai accumulato. Nel film, marito e moglie hanno già chiara la ricompensa finale”.
Wilson prosegue sulla stessa falsariga: “probabilmente bisogna anche sperare che le decisioni siano fatte con amore”,  quindi se le si prende come un sacrificio  “significa che non si sta facendo un grosso favore né a se stessi né all’altra persona”.  Allo stesso tempo l’ attore ha ben chiara l’ineluttabilità delle decisioni:  “devono venire dal cuore. Ma è pur vero che tutto nella vita comporta una scelta, abbracciare una strada significa abbandonare l’alternativa. Nel film il mio personaggio prende una decisione, quella di stare nella famiglia, anche se il suo amico Sebastian rappresenta l’alternativa, la vita da single, che a volte sembra molto interessante. Ma alla fine, quando ci incontriamo di nuovo, io sono molto felice della scelta che ho fatto.”

La crisi si fa sentire anche nel mondo del cinema
 Come non parlarne in questi tempi?  La crisi  globale intacca anche un mercato visto universalmente come il simbolo dell’opulenza. Lo conferma la Aniston “Assolutamente si. La crisi ci tocca:  in termini di salari, in termini di Studios che offrono meno opportunità di lavoro, con i festival che offrono meno, comprano meno pellicole di quanto non facessero in passato, meno presenze. Ed è stato proprio questo che ci ha colpito e che ci ha fatto piacere, che in un momento di crisi come questo il nostro film ha avuto incassi record e tanto successo”. Negli Usa  il film ha già incassato 140 milioni di dollari, e questo ha colpito molto l’attrice soprattutto considerando che “andare al cinema è una cosa costosa, almeno da noi c’è tutto un rituale fatto di baby sitter per i bambini, parcheggio, biglietti, e cibo fuori casa.”

Il mestiere di un attore che spazia nei diversi ambiti del mondo del cinema
“Il nostro e' un mestiere bellissimo” dichiara Jennifer Aniston, certo “a volte mi chiedo che faccio per guadagnarmi da vivere, sembra tutto così vano, ma alla fine della giornata capisci che non fai altro che raccontare storie: storie di fantasia, o storie vere che qualcuno racconta e noi interpretiamo. Non facciamo altro che dare qualcosa al pubblico, che al cinema magari ha riso, si è commosso, o ha pensato a qualcosa che prima non lo toccava. Siamo molto fortunati ad essere pagati per fare quello che amiamo”.
Entrambi però non si limitano a recitare. Owen Wilson infatti è anche sceneggiatore (I Tennenbaum, per cui è stato candidato all’Oscar): “È ottimo essere impegnati in più cose, allargando l’ambito lavorativo. Vorrei avere più disciplina nello scrivere. Interpretare qualcosa che si è scritto è molto più coinvolgente che altre pellicole, come Anaconda… però potrei scrivere Anaconda 2, anzi, Anaconda 3! “
Anche Jennifer Aniston non è da meno. In questo periodo è impegnata con la produzione di Goree Girls, tratto da una storia vera:”la prima band di recluse, che negli anni 30 misero su una band musicale in prigione per ottenere la libertà vigilata”. L’attrice :
Certamente intendo continuare su questa strada che rende la mia attività nel mondo del cinema più interessante e più completa. Ci sono dei momenti in cui mi piace essere solo attrice, altri in cui è molto bello seguire dall’inizio alla fine un progetto, dall’idea allo sviluppo, da un senso di completezza.”

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