Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


venerdì 25 settembre 2020

  • MP News
  • Cinema e Teatro

Recensione: Fuga da Alcatraz

Il mistero della fuga dal carcere più famoso d'America

04.03.2009 - Tariq Malik Bashir



Recensione: L’uomo nel Mirino

Ben Shockley è un poliziotto, onesto, tutto di un pezzo, un po’ spaccone, duro e estremamente diretto con i...
Leggi l'articolo

Recensione Film: Coraggio… fatti ammazzare

Jennifer Spencer, interpretata con crudo realismo da Sondra Locke, è stata vittima, insieme alla sorella, di uno...
Leggi l'articolo

Recensione cinema 80's: Karate Kid - Per vincere domani (1984)

Vincere o perdere non ha importanza, se tu farai un buon incontro ti lasceranno in pace
Leggi l'articolo

Titolo: Fuga da Alcatraz/Escape from Alcatraz
Regia: Don Siegel
Cast: Clint Eastwood, Fred Ward, Patrick McGoohan
IMDB: 76/100
Voto: 90/100
Durante la fatidica notte del 11 giugno 1962 tre uomini, armati di coraggio e di strumenti di fortuna, sono riusciti ad evadere da Alcatraz, il carcere di massima sicurezza più famoso e temuto d’America.
A distanza di diciassette anni il regista Don Siegel e il maestro Clint Eastwood hanno portato sul grande schermo questa controversa e misteriosa vicenda. Questa fu la quinta pellicola che li vide lavorare fianco a fianco, le altre erano state: Dirty Harry, L’uomo dalla cravatta di cuoio, Gli avvoltoi hanno fame e Brivido nella notte.

Eastwood interpreta l’abile rapinatore di banche, Frank Morris, il quale insieme ai fratelli Anglin riuscì ad ideare un piano, per evadere dall’inaccessibile prigione federale. Questa aveva ospitato anche il famigerato Al Capone.

Quale sia stata la sorte di questi tre uomini resta ancora un mistero irrisolto. L’FBI ha impiegato molti anni per far luce sulla vicenda e gli investigatori sono giunti soltanto all’ipotesi che la fuga sia fallita. Dietro questa teoria non c’era nessuna certezza, ma soltanto elementi non del tutto chiari. Sia nella finzione cinematografica, sia nella vicenda reale, alla fuga doveva prendervi parte un quarto elemento, che però fu fermato da un inconveniente dell’ultimo momento. Questo, in seguito, fornì i dettagli del piano di fuga, ma non si è mai saputo se si trattasse del vero piano o di informazioni atte a coprire ancora di più i suoi compagni.

Nel corso delle indagini gli inquirenti fecero qualche piccola scoperta, ad esempio nella Baia di San Francisco, fu rinvenuto un rudimentale giubbotto di salvataggio, che mostrava evidenti segni di denti sulla valvola di gonfiaggio. È risaputo, comunque, che nuotare senza un adeguato sostegno nelle freddissime acque attorno all’isolotto di Alcatraz è impossibile per più di venti minuti, tempo del tutto insufficiente per raggiungere la riva. Inoltre una nave norvegese il 17 luglio 1962, mentre transitava per la Baia, avvistò il corpo di un uomo che galleggiava a faccia in giù, vestito con abiti molto simili a quelli in dotazione ai detenuti di Alcatraz.

Non si è mai saputo che cosa sia realmente avvenuto nella notte del 1962, i corpi non sono mai stati ritrovati e le ipotesi della polizia sono rimaste tali. Quello che è certo e che a distanza di un anno, la prigione di Alcatraz fu chiusa, per imprecisati problemi di bilancio.
Una pellicola da vedere e rivedere, è consigliata a tutti, sia per il forte impatto emotivo, sia perché fu girata all’interno della vecchia prigione, che fu risistemata per l’occasione.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.