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domenica 19 gennaio 2020

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L’arte di tacere

“Tacere quando si è obbligati a parlare è segno di debolezza ed imprudenza, ma parlare quando si dovrebbe tacere è segno di leggerezza e scarsa discrezione”

26.02.2009 - Flaminia Angelucci



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Quanta saggezza, quante persone, la sottoscritta compresa, dovrebbero far proprii questi insegnamenti!

"L'arte di Tacere" dell'Abate Dinouart esce nel 1771 a Parigi con il titolo "l'art de se taire, principalement en matierère de religion"; la versione italiana, edita da Sellerio, è una sintesi dell'opera originale, di cui si limano le parti riguardanti la religione a favore di una visione più trasversale dei pensieri dell'autore.  Risposta alla secolare tradizione dell'arte oratoria, e ad un secolo i cui costumi e le cui tradizioni si stanno lentamente sfaldando, mettendo in dubbio religione e monarchia, il trattato equipara l'arte di tacere e l'arte di scrivere.

Tacere non è semplice: non si tratta del semplice silenzio ebete, ma di ascolto, ponderazione, saggezza; le funzioni del silenzio sono molteplici si può tacere per accattivarci le simpatie di chi ci sta parlando o per prenderci gioco di lui. Il silenzio come arma e come segno distintivo. Parlare a sproposito può distruggere una reputazione, denudare un uomo, renderlo vulnerabile. Così lo scrivere, cui è dedicata la seconda parte del libro.

Partendo dal presupposto che: "spesso scrive male, talvolta si scrive troppo, non sempre si scrive abbastanza", con meno verve, ma sempre in modo attuale, si vedono dunque varie tipologie di scrittore; dal dotto che non scrive perché timido, facendo un torto all'umanità, allo scrittore che per troppo dire si perde, rendendo vana la sua opera, a quello che non aveva nulla da dire e scrive per velleità ("non sarebbe meglio levare la penna a taluni scrittori?"). Non aggiungo altro.

Un libro che richiede in pochissimo tempo, ma di grande saggezza: da leggere.

 

Titolo: L'arte di Tacere

Autore: Abate di Dinouart

Editore: Sellerio

Costo: 6.00 euro

 

 

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