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Sopra le Nuvole: il tentativo del cinema indipendente di far conoscere un episodio dimenticato della storia d'Italia

23.03.2009 - Alessandro Pangallo



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Una normale recensione per questo Sopra le Nuvole non sarebbe stata troppo utile. Il perché è presto detto: questo film non ha trovato ancora una casa di distribuzione, ergo è stato proiettato solamente in alcuni festival o in alcune determinate situazioni, come quella alla quale abbiamo preso parte.
La proiezione a cui abbiamo avuto modo di assistere si è svolta Venerdì 20 marzo 2008 alla Casa del Cinema di Roma. La data non è stata scelta in modo casuale, trattandosi del sessantacinquesimo anniversario degli eventi narrati nel film. Ospite speciale, oltre che alla regista Sabrina Guigli, è stato il Presidente del Senato Renato Schifani. Tuttavia, non si è tenuta alcuna conferenza stampa (fatte salve le parole di ringraziamento agli ospiti da parte della regista), lasciando parlare da subito le immagini del lungometraggio.
Prima del film vero e proprio, è stato proiettato un breve filmato in cui Mario Monicelli, regista di capolavori indimenticabili come il Marchese del Grillo o i Soliti Ignoti, ha esposto brevemente le sue impressioni sul film, approvando il lavoro e dandogli giudizi piuttosto lusinghieri.
Dopo gli applausi a Monicelli, è stato dato il via al film vero e proprio. Il lungometraggio parla delle stragi del 18 e 20 marzo 1944 consumatesi da parte delle truppe naziste ai danni delle popolazioni civili dei paesi di Monchio e Costrignano, ree di aver dato ospitalità o assistenza a alcune organizzazioni di partigiani. La maggior parte del film è invero assai lenta, dato che non viene fatto molto più che raccontare le scene di vita quotidiana che si svolgevano nel piccolo paese sugli Appennini: mentre le Seconda Guerra Mondiale sfigurava l'Europa, l'isolamento geografico di quest'area di Emilia aveva solo indirettamente coinvolto le vite degli abitanti, tramite la chiamata alle armi dei giovani del luogo. Ma la lentezza della prima parte del film lascia il passo all'efferatezza delle truppe naziste che si consuma negli ultimi venti minuti. Attraverso un'efficace ricostruzione vengono ricostruite le stragi in modo sorprendentemente realistico, nonostante il mancato utilizzo di effetti speciali o al fatto che la maggior parte degli attori siano dei semplici dilettanti interessati a ricostruire la tragica fine dei propri antenati (gli attori sono i discendenti delle vittime della strage che oggi abitano nei paesi in cui sono ambientate le vicende).
Trattandosi di cinema indipendente e autoprodotto, questo Sopra le Nuvole non può che essere valutato positivamente, nonostante di tanto in tanto ci sia bisogno di chiudere un occhio su qualche difetto, legato per lo più alla giustificabile inesperienza degli attori. I registi hanno avuto il buon senso di mescolare diversi elementi della cinematografia d'autore italiana (in qualche frangente sembra di rivedere Roma Città Aperta o l'Albero degli Zoccoli), ottenendo un risultato che coglie dritto nel segno. Certo, è un film che sembra fatto su misura di cineforum o di festival del cinema indipendente, e che probabilmente non resisterebbe nelle sale cinematografiche per più di un week end dato il suo bassissimo appeal commerciale, ma costituisce una buona prova degli autori e un'ottima testimonianza di una vicenda che ai più è del tutto sconosciuta.

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