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sabato 19 settembre 2020

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Recensione Film: I love Radio Rock

Una sana, inebriante iniezione di rock and roll

14.04.2009 - Emanuele Lisi



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Titolo: I love Radio Rock (The boat that rocked)
Regia: Richard Curtis
Cast: Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Tom Sturridge, Rhys Hifans, Nick Frost, Kenneth Branagh
IMDB: 76/100
Voto: 84/100
Pur avendo firmato alcune tra le commedie inglesi più riuscite di tutti i tempi (vedi “Quattro matrimoni e un funerale”), finora Richard Curtis era andato dietro la macchina da presa solo una volta per il corale “Love actually”, molto apprezzato da pubblico e critica. Per il suo secondo lavoro nelle vesti di regista e sceneggiatore, Curtis ha scelto di dedicare un tributo alla musica che ha segnato la sua crescita, il rock and roll di fine anni ’60. In quegli anni, mentre le radio inglesi ufficiali trasmettevano non più di due ore di rock a settimana, le cosiddette radio pirata facevano ballare oltre venticinque milioni di persone ogni giorno al ritmo della migliore musica rock e pop in circolazione, trasmettendo senza sosta da barche al largo del Mare del Nord. Proprio su una di queste viene spedito dalla madre il diciottenne indisciplinato Carl, figlioccio dello stravagante proprietario (Bill Nighy) dell’emittente più forte del momento, Radio Rock. Carl entra così a far parte di questo mondo eccitante e clandestino e della scalcinata banda di dj che popola la barca, capitanata dal Conte (Philip Seymour Hoffman), un americano rozzo e sfrontato, affiancato tra gli altri dal corpulento e bonario Dave e dall’ingenuo Simon, in cerca dell’anima gemella. Tutti rigorosamente uomini, ad eccezione della cuoca lesbica Felicity. Le giornate sulla barca trascorrono all’insegna della goliardia e dell’assoluta assenza di regole, ravvivate ogni tanto dall’arrivo di qualche fanciulla e ovviamente scandite dalla musica migliore e più trasgressiva del momento: dagli Who ai Rolling Stones, da Jimi Hendrix a Otis Redding. Peccato che chi va controcorrente sia mal visto dal potere, qui impersonato dal cinico ministro Dormandy (Kenneth Branagh), che inizia una crociata contro le radio pirata con lo scopo di renderle illegali. I membri di Radio Rock, abituati a non dover sottostare ad alcuna regola e a non sapere cosa siano i problemi, dovranno così affrontare l’ombra di un’imminente possibile fine, oltre alla tensione dovuta al ritorno del fascinoso Gavin (Rhys Ifans), un tempo leader indiscusso e ora desideroso di riprendersi il trono usurpatogli dal Conte. Tutto ciò è visto attraverso gli occhi del giovane e inesperto Carl che, come in ogni racconto di formazione che si rispetti, riuscirà a trovare la sua identità e a superare il blocco verso l’altro sesso, e sulla barca conoscerà anche suo padre.

Qualunque fossero gli obiettivi di Richard Curtis quando ha deciso di realizzare questa pellicola, si può tranquillamente affermare che sono stati tutti raggiunti. Questa scoppiettante commedia regala allo stesso tempo un  senso di leggerezza e di dolce nostalgia, ma anche l’inebriante scarica di energia che solo il rock puro sa dare, mista ad un sottile senso di illecito che rende il tutto più esaltante, con in più quella contagiosa atmosfera cameratesca tipica dell’amicizia maschile, che fa venire allo spettatore il desiderio istintivo di unirsi all’allegra e scombinata brigata di Radio Rock.

È nella scrittura che Curtis si conferma un vero maestro dello humour, inanellando una serie di battute davvero esilaranti e caustiche al punto giusto. Il gioco poi è veramente fatto quando si può contare su un cast di prima scelta, così ben amalgamato che neanche un mostro di bravura come Seymour Hoffman spicca sugli altri, il che in questo caso è un bene. Una menzione d’onore è però doverosa per l’inglese Kenneth Branagh, che con poche ma geniali apparizioni ha dato vita ad uno dei cattivi cinematografici più divertenti degli ultimi tempi, sempre superbamente in  bilico tra il perfido e il patetico. Non rimane che invitarvi a bordo di questa folle imbarcazione in cui la parola d’ordine è: rock and roll!

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