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lunedì 25 maggio 2020

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Pirateria - Il caso Medusa

01.06.2009 - Pietro Salvatori



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Robert de Niro in una scena del film what just happendVi piace il cinema di periferia, quello in cui si paga il biglietto, si assiste a tre o quattro spettacoli di seguito senza che nessuno venga a rompere le scatole, aspirando una sigaretta dopo l’altra e guardando il bianco e nero di cui si colora lo schermo?
Beh, sveglia allora! che gli anni ’50 se ne sono andati da un bel pezzo!
Oggi i film sono ovunque: dal cinema passano al noleggio, dal noleggio alla vendita, dalla vendita allo schermo di casa, al computer, all’ipod. Il cinema è dappertutto. Ma che succede se è anche dove non dovrebbe essere?
Cosa si fa se sull’ipod arriva ancor prima di uscire in sala?
Lo testimonia “il curioso caso di Claudio Trionfera”, un titolo perfetto per una vicenda dalle sfumature a metà strada tra il preoccupante e il grottesco.
Ma andiamo con ordine.
Sta uscendo in questi giorni Disastro a Hollywood. Come di consueto, agli addetti ai lavori è arrivato il comunicato delle proiezioni stampa, una a Milano e una a Roma.
Fino a qui tutto liscio come l’olio.
Ma dopo qualche giorno, a proiezione stampa milanese già celebrata e a quarantott’ore da quella romana, sui pc di tutta la stampa, di settore e non, arriva una strana mail: “S’informa che a partire da oggi, per motivi legati a incresciosi episodi di pirateria audio avvenuti durante le proiezioni per la stampa quotidiana, tutti i film di produzione estera distribuiti da Medusa saranno proiettati in versione originale con sottotitoli italiani”.
La firma è per l’appunto quella di Claudio Trionfera, capo ufficio stampa della più importante casa di distribuzione italiana, titolare di una fetta del mercato che si aggira intorno al 20%.
Curiosi come siamo, ovviamente non potevamo fermarci al comunicato. Ma come, un collega, uno dei depositari di quel privilegio arcaico e un pò snob di poter vedere i film prima di tutti, straccia la propria tessera di appartenenza alla casta dei privilegiati anteprimisti per piratare film come i ragazzini di vent’anni dallo spirito vetero-rivoluzionario??
“E non è la prima volta che ci accade - dice Trionfera, con il quale facciamo una piacevole e lunga chiacchierata - Prima di Disastro a Hollywood c’erano stati altri casi. Il primo è stato Ballare per un sogno, che poi non è di certo questo film da grandi platee”.
E come dargli torto. Tant’è che l’anonimo giornalista, armato di un registratorino, si reca placidamente a vedere il film, ne registra l’audio, e lo abbina con il video dell’edizione americana, già presente in rete se l’uscita oltreoceano ha preceduto quella italiana. E, oplà, ecco bello e confezionato un film che non aspetta altro che di essere visto dagli internauti, incurante se la platea sarà ampia o di nicchia.
Il capo ufficio stampa di Medusa, con molto garbo e molto buon senso, non si vuole nascondere dietro il muro dei controlli a tappeto e delle perquisizioni all’ingresso delle proiezioni. “Non avremmo preso queste misure se non ci fosse stata una reiterazione del problema”. E, non lo dice apertamente, ma lascia intendere che, data la somiglianza nella fattura delle registrazioni, il misfatto potrebbe essere imputabile ad una sola mano galeotta.
Niente perquisizioni dunque. “Avevamo un problema specifico - continua Trionfera - e in questo modo pensiamo di risolverlo”.
Su questo gli dà ragione anche Gabriele Niola, esperto di tecnologie del cinema (il suo blog, sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com, è un punto di riferimento nel settore) e collaboratore del prestigioso mensile Wired.
“Il 96% dei film piratati in Italia sono doppiati, tecnicamente impedire la sovrapposizione dell’audio è un buon deterrente”.
Ma si dice scettico sulle reali possibilità di combattere effettivamente la pirateria. “La storia ci insegna che nessuno ha mai battuto i pirati. Katzenberg, il patron della DreamWorks, appena è uscito il 3D, ha sostenuto che impedisce la pirateria, perchè senza occhiali il video che si pirata è di scarsa qualità. Ma poi, scherzando ma non troppo, ha anche detto che non sa come, ma prima o poi ci riusciranno in qualche modo”.
Niola si dice assolutamente contrario alla pirateria, in quanto attività illegale, ma crede che l’unico modo per combatterla sia giocare la sua stessa partita.
“Una buona idea, o che sembra tale, è batterla sul proprio terreno. La pirateria, i film che circolano in rete, è il futuro del videonoleggio. Allora dico ai produttori: facciano la stessa cosa in alta qualità a un prezzo irrisorio. Non perderebbero soldi: i due euro che si pagherebbero per vedere il film scaricato legalmente sono più di zero. Il fatto che i film vanno su internet è un dato di fatto.I deterrenti e i filtri non funzionano e non  esiste un deterrente definitivo”.
Parole che faranno riflettere Trionfera. Se è vero, come sostiene la Federazione Antipirateria, che il danno economico del 2008 ammonta a circa 600 milioni di euro, e la Medusa possiede il 20% di quella fetta...

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