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martedì 29 settembre 2020

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Recensione: The Last Station

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Titolo: The last station
Regia: Micheal Hoffman
Cast: Helen Mirren, Christopher Plummer, James McAvory
IMDB: 6,7/10
Voto: 70/100
Mosca, 1906. Valentin Bulgakov è un giovane ricco di ideali che ha aderito appieno agli ideali del movimento tolstojano, e viene ricevuto dal braccio destro del famoso scrittore, Vladimir Chertkov, per essere nominato segretario personale di Tolstoj.
Chertkov affida un'altra missione a Valentin, scrivere tutto quello che la contessa Sofya dice al marito scrittore. Il segretario arriva in Polonia e si ritrova in un mondo surreale, in cui accanto alla villa della famiglia Tolstoj vive una comune di Tolstojani. Nella villa Tolstoj è venerato come fosse un nuovo Messia, quantomeno un profeta. Qui Valentin verrà a conoscenza di tutti gli intrighi alle spalle dello scrittore, dei giochi di potere tra Chertkov che vuole creare una figura mitologica e la contessa che vuole tenere i suoi privilegi. Quando anche la contessa chiederà a Valentin di scrivere un diario dei rapporti tra il marito e Chertkov, il segretario si troverà costretto a stare alla realtà delle cose, senza più poter essere fazioso.
Valentin si troverà quindi a vivere a stretto contatto con il suo idolo Tolstoj che lo rapirà completamente con le sue idee anarchico-socialiste, ma a metà tra le idee borghesi della contessa Sofya e il puro interesse egoistico di Chertkov.
Nella comune Vladimir conoscerà anche Masha, la ragazza con cui scoprirà l'amore e che sarà l'unico vero senso dell'esperienza del ragazzo.
La storia arriverà a una svolta solo quando Tolstoj, esasperato dalla crudeltà che lo circonda, scapperà di casa verso la Crimea ma nella stazione di Astapovo sarà colto da febbre e verrà a mancare.
Dramma storico che non manca di risvolti comici, ‘The last station' è un film in costume che esce completamente dai canoni del genere regalando allo spettatore due ore di ottimo cinema.
Grande interpretazione di tutto il cast, trovato a cimentarsi in ruoli allo stesso tempo comici e drammatici, su cui spicca la sempreverde Helen Mirren, ma in cui veramente ogni attore da il suo contributo fondamentale delicatamente guidato dalla mano di Micheal Hoffman.
Sicuramente tra i film più interessanti presentati fin'ora al Festival del cinema di Roma, è stato accolto con una vera e propria ovazione alla proiezione stampa.
Tutto può essere racchiuso dalla frase dello stesso Tolstoj: "Un uomo, da solo, non può fare alcun male. Il male nasce dalla disunione fra le persone".


The last station



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