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giovedì 06 agosto 2020

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Diario di Bordo: giorno 6

Risate intelligenti con Luca Argentero in “Oggi Sposi”, e l’Italia della commedia prova a divertire un sonnacchioso Festival. Poi la musica di “Io, Don Giovanni” e la letteratura di Paulo Coelho che incontra il pubblico

20.10.2009 - Riccardo Antonangeli



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Ritorno della commedia all'Italiana? Missione impossibile, ma "Oggi Sposi" (Fuori Concorso) di Luca Lucini ci prova lo stesso, deviando dal dilagante, e vincente, modello cine-panettone verso una commedia senza scontate macchiette e volgarità. E l'Auditorium dai palati non troppo fini, o semplicemente con voglia di svago, apprezza.
Attraverso le vicissitudini di quattro matrimoni "impossibili" si intrecciano le vite di vari personaggi, ognuno dei quali porta con sé un diverso aspetto dell'Italia di oggi (Michele Placido è un esilarante padre contadinotto alle prese con il matrimonio "indù" del figlio). Luca Lucini ha alle spalle uscite felici, quali furono "Amori, bugie e calcetto" e "Solo un Padre"; questa volta, spalleggiato dai più sdoganati Fausto Brizzi e Marco Martani, alza il tiro, inserendosi direttamente sulla scia delle ultime commedie di largo (e facile) successo. Coralità e struttura a episodi rimandano a "Ex", "Manuale d'amore" e alla meno felice "Commediasexy", come anche il ricchissimo cast (tra cui Luca Argentero, Carolina Crescentini). L'aspirazione è quella di una comicità "intelligente", mantenuta entro i limiti misurati di una farsa, magari sopra le righe, ma possibilmente scevra da cliché.
Originale di certo fu il rapporto tra Don Giovanni e il matrimonio. "Io, Don Giovanni" (Fuori Concorso) di Carlos Saura segue il travagliato delinearsi del mitico personaggio portato in scena dal librettista di Mozart, Lorenzo Da Ponte. La genesi di un'icona sospesa tra musica, teatro, letteratura e, come oggi, cinema. Co-produzione italo-spagnola, il film di Saura si avvale di giovani e promettenti attori italiani, come Lorenzo Baldacci (Da Ponte), Lino Guanciali (Mozart), e dell'esperienza di Ennio Fantastichini (Salieri). Nonostante la fotografia di Storaro il film fatica a liberarsi della "teatralità" di personaggi e luoghi ormai in troppe salse rappresentati, rimanendo ben presto intrappolato in poco dinamici e vetusti vezzi da opera lirica.
Del tutto al di fuori dei dissoluti libertinismi settecenteschi è la vita di due dimenticate periferie oltre-città. Una è quella della Cina di "Youth" (Concorso), film underground di Geng Jun. Due giovani perdigiorno vagano nella miseria non inquadrata nella cornice dorata del boom economico cinese, inseguendo un futuro mai nato e già fantasma. Le apparenze farebbero pensare a quel realismo poetico tanto caro all'ultima cinematografia cinese (Zhang Ci e Jia Zhang-ke) ma inaspettatamente, e senza adeguate giustificazioni formali, a dominare è un registro surreale che trasforma i personaggi di una tragedia reale in marionette da teatro dell'assurdo.
L'altra periferia è scenario di una storia nostra, italiana. È il "Marpiccolo" (Alice) che stringe fino all'asfissia la vita di un giovane nell'omonimo film di Alessandro di Robilant. L'esordiente Guido Beranek, straordinario a detta di alcuni, è Tiziano mai rassegnato ad un destino da criminale e per questo deciso a fuggire e lasciarsi alle spalle una Taranto prigione a cielo aperto, oscurata dall'incombente sagoma dell'Ilva.
A fuggire dalla realtà aiutano anche i libri di Paulo Coelho, che oggi ha incontrato il pubblico per presentare in prima mondiale "The Experimental Witch" (Extra), insolito e audace adattamento del suo libro "La Strega di Portobello". Il film infatti è un collage che riunisce quattordici corti girati da altrettanti lettori, selezionati su Internet tra più di 6.000 concorrenti.
«Sono qui innanzitutto per rappresentare le persone, più che per partecipare al Festival». Coelho ha lasciato libero sfogo all'immaginazione dei suoi ammiratori, perché fermamente convinto che il libro, una volta scritto, possa rivivere come film solo nelle menti dei lettori, ai quali da quel momento esclusivamente appartiene. Fino a poco tempo fa proprio per non tradire i lettori Coelho si era sempre categoricamente rifiutato di vedere le proprie opere trasformarsi in film. Ora ha ceduto (uscirà tra gli altri "11 minuti" con Mickey Rourke e Vincent Cassel), e il curioso e "democratico" "The Experimental Witch" è forse insieme risarcimento e richiesta di perdono verso chi ha già amato e immaginato i suoi libri.

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