Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 29 febbraio 2020

  • MP News
  • Cinema e Teatro

Recensione: Vision

Siamo in Germania all’indomani dell’anno mille, all’indomani della notte in cui la fine del mondo era attesa

21.10.2009 - Camilla Mottironi



APPUNTAMENTI - Al Teatro di Ostia Antica va in scena Albertazzi

"Le Memorie di Adriano" concluderanno la rassegna estiva
Leggi l'articolo

TEATRO - A Roma il Gran Premio 2.0 - Teatro da condividere

Il 18 giugno 2015 alle ore 21 presso la Sala Teatro GP2 cinque compagnie si contenderanno la palma del miglior corto...
Leggi l'articolo

TEATRO - "LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA"

Al Doppio Teatro la storia di un amore alla ricerca della propira identità
Leggi l'articolo

Titolo: Vision
Regia: Von Trotta
Cast:
IMDB:
Voto: 67/100
Un'immagine del film"L'invidia è brutta e deforme. Con zampe da orso strappa via tutto.."
Così inizia la filastrocca che Madre Jutta ripete alle sue figlie, così ripeterà la sua prediletta, in seguito nominata Badessa, Ildegarda, alle figlie che verranno.

Siamo in Germania all'indomani dell'anno mille, all'indomani della notte in cui la fine del mondo era attesa.

Ildegarda di Bingen è una religiosa benedettina dalle mistiche visioni con le quali, inaspettatamente, riuscirà ad affermare la propria voce e il proprio intelletto in un mondo in cui le donne poco erano accettate, figuriamoci le monache che andavano dicendo di essere guidate dallo Spirito Santo.

La von Trotta scrive e dirige. Ci intrattiene per quasi due ore con una pellicola dai toni così delicati quanto altrettanto struggenti e coinvolgenti.
Le uniche luci presenti sono quelle delle candele dei monasteri o quella naturale del giorno. Luci e colori accompagnati da musiche medievali finalmente usate bene con moderazione che si alternano al silenzio "religioso" (!), ai passi veloci che rimbombano nei porticati, e all'assenza di schiocco nei baci che continuamente si scambiano sulla bocca silenziosamente monaci e monache. Rari ma puntuali primi piani (tranne quelli della giovane Richardis che ci inquietano un po') e un solo movimento di macchina ma che per un momento ci fa credere di esser anche noi nel bosco alla ricerca di dove sorgerà il nuovo monastero come dettato dalla visione.

Salvo il salto nel tempo (forse un po' esagerato) di trent'anni, la macchina da presa della regista ci accompagnerà per mano durante tutto lo scontro, continuamente preso a soggetto, tra l'amore religioso e lo sfociare di esso nella brama di potere. Ecclesiastica o non.
Il troppo amore (anche per Dio) come bene sappiamo, spesso può sconfinare in dolore, come nelle punizioni corporali auto-inflitte da monaci e monache. Scene girate senza scadere nel grottesco.

Ci ritroviamo tra erbe mediche e primi esperimenti di cristalloterapia e di musicoterapica. Perché "Prima si deve curare l'anima e poi viene il corpo" dice la Profetessa.
Balliamo sulle note dell'Ordo Virtutum (opera drammatica musicata sulle virtù umane), vestiamo con lo stesso sfarzo con cui (si narra) Ildegarda faceva salutare le festività alle sue consorelle, e finiamo a desiderare di seguirla insieme a padre Volmar nei suoi viaggi pastorali che tanto destarono scalpore fino al 17 settembre 1179, giorno in cui si spense nel suo monastero di Bingen e giorno in cui ancora oggi la si festeggia.

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.