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sabato 04 aprile 2020

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A tu per tu con Meryl Streep

Incontriamo l'attrice leggendaria in occasione del lancio di Julie&Julia

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Foto di Paolo Manzini
Julie&Julia. Due donne, due epoche diverse, generazioni contrapposte. In comune, oltre all'assonanza del nome, la passione per la cucina, per il cibo, come piacere dei sensi, ma anche come soddisfazione professionale.
L'una, nei ruggenti anni del maccartismo, è la cuoca migliore di tutte e scrive un ricettario rimasto fondamentale fino ai nostri giorni. L'altra, proprio da quel ricettario prende ispirazione per una sfida da documentare su un blog: 573 ricette in 365 giorni, provare l'intero ricettario della grande cuoca come valvola di sfogo dal proprio piccolo appartamento del Queen's, con il blog come punto di contatto con il mondo.
E per una grande cuoca occorreva una grandissima attrice, ormai assolutamente a proprio agio nella commedia (vi siete già scordati di Mamma Mia! e de Il diavolo veste Prada?) dopo una vita passata nella drammaturgia: Meryl Streep.

D: Credevamo di aver esaurito tutti i superlativi possibili per descriverla. Invece, dopo avere visto Julie&Julia ci dobbiamo ricredere!
S: Ovviamente vi ringrazio moltissimo, mia mamma mi ha insegnato le buone maniere! Tutti questi complimenti e questi superlativi, fanno piacere, ma non incidono sulla mia vita. D'altra parte conosco benissimo i miei difetti e le mie debolezze, ed è proprio la fragilità umana che mi interessa scoprire come attrice, mi piace esplorare ciò che non è perfetto. Sono sempre in cerca di qualcosa che mostri queste fragilità.

D: Quali sono gli ingredienti giusti per una vita come la sua, piena di soddisfazioni?
S: Io sono riuscita a conciliare benissimo la carriera con la vita familiare. Il primo ingrediente, per riuscire a farlo è un buon marito, che ho incontrato 31 anni fa. Poi ci vuole molta energia una grande capacità organizzativaI

D: Il film sembra riportare un messaggio positivo in un mondo ossessionato dal lavoro e dalla crisi...
S: Questo è proprio quello che brilla in fondo al cesto di questo film. Quello che conta è l'amore, la passione e il cibo: questa è la piccola gemma di questa storia. Il resto, potere soldi, carriera e cose simili, mettono in ombra quel che veramente conta. Finchè abbiamo un tetto sulla testa e da mangiare basta pochissimo per essere felici. E' un messaggio molto positivo e molto vero.

D: In effetti il suo è un personaggio vivo e positivo. Ha calcato molto la commedia ultimamente.
S: Quello che cercavo di fare con questo personaggio era rendere omaggio a mia madre, che aveva quell'età e quella gioia di vivere che ha la mia Julia; anche mia madre, quando entrava in una stanza, la illuminava. Faceva facilmente amicizia, aveva tante persone intorno. Questa per me è stata un'opportunità di interpretare una storia realmente accaduta tenendo in mente una persona che realmente conoscevo.

D: E, a proposito della commedia, sembra che l'Academy non l'apprezzi quando deve attribuire le statuette. Fare un film come questo per un attrice significa rinunciare ad un Oscar?
S: Vedo le cose diversamente. Vi sono alcuni aspetti di questo film che non sono nelle corde della commedia. Io non vedo le cose così nette. E poi è più interessante pensare al lavoro che non ai premi. Ho vinto l'ultimo Oscar molti anni fa e sono onorata quando ricevo una nominations, perchè è un riconoscimento conferito dagli attori, ed è bello che siano i colleghi a valutarti in questo modo. Poi il vincitore è altra storia, per questo per me conta maggiormente una nomination.

D: Dicono che Loren la odi per averle soffiato la parte ne I ponti di Madison County, di Clint Eastwood. E' vero?
S: Non credo che Sophia mi odi, l'ho vista poco tempo fa per la prima volta in vita mia e mi ha abbracciato affettuosamente e la cosa mi ha riempito di gioia. L'ammiro moltissimo, sono sempre rimasta colpito da lei, come donna e come attrice.

D: Qual'è invece il suo regista preferito? Con quale vorrebbe lavorare?
S: Non ho un regista preferito. Vi sono dei registi con i quali non mi sono divertita, certo Ma sono stata fortunatissima, posso dire di aver lavorato con i migliori.

D: Con quale che non l'ha mai chiamata vorrebbe lavorare?
S: Vorrei tanto che Martin Scorsese avesse voglia, prima o poi, di fare un personaggio femminile per una volta, ma non so se vivrò abbastanza!

D: E mettersi direttamente lei dietro la macchina da presa?
S: Alcuni registi direbbero che già l'ho fatto! Perchè ho sempre un'opinione su tutto e parlo su cose che non mi riguardano. Sono una vera rompiscatole, ma adoro collaborare con loro, perchè mi piace improvvisare molto, sperimentare sul set.

D: Che ne pensa di quello che è capitato a Polanski?
S: Beh, posso dire solo che mi dispiace moltissimo che Roman stia in carcere.

D: Cosa consiglia alle giovani che si avvicinano al mondo del cinema?
S: Io ho sessant'anni, la mia è stata una vita fortunatissima, anche se nella nostra professione ci sono carriere diverse tra di loro. Per esempio io non mi sono mai concentrata sul glamour, ho sempre pensato a me come un'attrice, avrei potuto interpretare chiunque, anche un uomo o una grassona, non ha mai avuto importanza. Ho due figlie attrici e capisco l'ansia, perchè la professione è cambiata, prima c'era una tolleranza, una generosità diversa, anche da parte della stampa. Oggi invece questa continua pressione condiziona le giovani attrici, che cadono preda di un'influenza che si allontana dal vero scopo del loro lavoro, e sotto questa pressione si perde la capacità di fare tutti i tipi di ruoli, come quello di una vecchia signora grassa come sono io nel film. A volte le mode intralciano le carriere delle attrici. Anche perchè volte non si critica l'opera, ma la persona, il modo di essere dell'attore. Al netto di tutto, comunque, penso comunque che si tratti di una professione eccezionale.

D: Lei sembra sempre così allegra! Ma non ha mai invidiato nessuno!?
S: Come no! Ho invidiato tantissimo Jessica Lang quando ha fatto Sweet Dreams, e lei era così sublime sullo schermo... Ho desiderato cose che non ho avuto, ma non ho di che lamentarmi. E poi state attenti, non sono sempre allegra! Sono anche una di cattivo umore, chieda a mio marito!

 

 

 

 

 

 

 

 


Julie & Julia con Meryl Streep

Foto di Paolo Manzini




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