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giovedì 23 gennaio 2020

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Recensione: L'uomo che fissa le capre

Parodia e divertimento, arrivano in Iraq i guerrieri Jedi

08.11.2009 - Enrico Rossignoli



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Titolo: L'uomo che fissa le capre
Regia: Grant Heslov
Cast:

Jeff Bridges, George Clooney, Ewan Mc Gregor, Kevin Spacey

IMDB: 77/100
Voto: 75/100

 

Si assiste talvolta a grandi produzione in cerca di un film. Cast di stelle gettate nella mischia per far luce al colossal di stagione. Mirabolanti prodezze digitali al servizio dell’alta definizione. Romanzi di formazione auto-celebrativa a caccia di applausi commossi.

Non è il caso di Grant Heslov, che al suo esordio alla regia sceglie la bizzarra storia di Jon Ronson, autore del romanzo “Capre di Guerra”. Il reporter e documentarista inglese disse che “la verità è in realtà molto più buffonesca di quella in cui credono la maggior parte dei sostenitori delle teorie cospirative”.

E’ così che Ronson ha definito il libro da cui è tratto il film: un’ inchiesta sull’esistenza di un “particolare” distaccamento militare americano. Nel 1977 il Colonnello Jim Channon suggerì al Pentagono nuovi metodi per rendere migliore l’esercito. Scrisse e presentò il Manuale del Primo Battaglione Terra, un tentativo di ridisegnare le forze armate statunitensi, sia in termini di mentalità che di aspetto. Le truppe avrebbero portato in battaglia regolatori di ginseng, strumenti divinatori, fiori simbolici e altoparlanti per trasmettere “musiche locali e parole di pace”. Gli Stati Uniti avevano quindi autorizzato un addestramento hippie per sviluppare poteri paranormali contro i sovietici. In poche parole, “Guerrieri Jedi”.

E’ il racconto del protagonista Bob Wilton (Ewan Mc Gregor), un giornalista mediocre apparentemente felice. Un giorno qualunque sceglie di imbattersi verso nuovi orizzonti. Annoiato dalla formula casa-lavoro-moglie amabile, ascolta la vocina interiore che gli sussurra la fuga liberatoria. Ma frenato dal suo scarso coraggio, decide di fare il passo più lungo della gamba: catapultarsi in Medio Oriente per riconquistare fiducia e trovare una notizia da pubblicare. Nei panni del reporter affamato si imbatte in Lyn Cassady (George Clooney), un ex soldato del Battaglione di Terra, uno dei guerrieri Jedi al servizio degli Stati Uniti.

Inizia così un’avventura senza capo ne coda verso il nulla più profondo. Lyn, convinto di esser dotato di poteri psichici, trascina l’ingenuo Bob prima nel deserto, poi in scontri armati tra corpi speciali americani (fenomenale scena realmente accaduta).

Grant Heslov dirige questa sorprendente “storia vera” a metà tra documentario umoristico e parodia sulla guerra. E’ essenzialmente un inno creativo alla paranoia a stelle e strisce in epoca sovietica: un battaglione hippie telecinetico, un generale convinto di poter attraversare i muri, un soldato malinconico in grado di fermare il cuore alle capre. Da Theodore Sturgeon a Douglas Adams, Jon Ronson ha rivisitato (e riciclato) il meglio della fantascienza sarcastica e psicologica dedicata alla Guerra Freddo, ispirandosi al contempo, allo stile satirico di Kurt Vonnegut. Il suo, è un immaginario autobiografico che diventa (presunto) dossier storico (come anche fu per “Confessioni di una mente pericolosa” di Chuck Barris). Un cocktail irresistibile che Grant Heslov trasforma in film-gioiello. Merito della sceneggiatura, fedele al racconto originale quanto lo fu Jason Reitman per “Thank you for Smoking”. Mentre gli applausi convinti (come a Venezia) vanno agli attori, ai quali era affidato l’arduo ruolo di mescolare scioccanti verità con esilaranti trovate comiche.

Sembra un’opera uscita dal cilindro dei fratelli Coen. Lo ricorda Jeff Bridges che riporta “Il Grande Lebowski” in formato militare: danze etniche, treccine all’aria, sguardo a zonzo tra mistificazione e estasi intellettuale. Mentre tutto il resto gira attorno all’assurdo destino dei singoli personaggi. Nulla si prende sul serio, neppure Kevin Spacey nei panni del “cattivo”, che prima si ficca una pistola in bocca, poi annuncia distratto: “in realtà, sto morendo di fame” . Eccellente anche la coppia Clooney – Mc Gregor, a spasso tra le dune dell’Iraq. Il folle che incanta lo sciocco, lo sciocco che asseconda il folle.

In tempi moderni ci si affida a loro, ai sorrisi che strappano anche solo con una smorfia. Quella beata risata accolta dal sano intrattenimento, all’insegna dell’assurdo, del grottesco, del divertimento. Qui c’è tutto il necessario, e molto altro ancora. Imperdibile.

 

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