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mercoledì 23 settembre 2020

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Recensione Film: Nord (Concorso)

Road-movie norvegese, paesaggi mozzafiato di un mondo che riabbraccia i suoi figli

20.11.2009 - Riccardo Antonangeli



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Titolo: Nord
Regia: Rune Denstad Langlo
Cast: Amders Baasmo Christiansen
IMDB:
Voto: 76/100

 

All'inizio c'è la solitudine di un uomo lontano da tutti, da sé e soprattutto dal proprio passato di uomo felice. Jomas lavora in una sperduta stazione sciistica, vende skipass e attacca la corrente dello skilift. Tradito dalle persone che più amava, ha staccato semplicemente la spina, da perdente, meglio non illudersi nella possibilità di un nuovo inizio, di una seconda opportunità. Che invece puntualmente arriva: nella lontana valle di Tomak c'è un figlio di quattro anni che l'aspetta insieme alla madre Linnea, il vecchio grande amore di una vita. Jomas decide allora di rialzare la testa, fare terra bruciata del passato, ricominciare daccapo e raggiungere suo figlio.
Verso Nord per recuperare il destino perduto, attraverso una Norvegia accecante, glaciale eppure per niente ostile al viaggiatore solitario. Anzi, la traversata di Jomas ha il sapore di una riconciliazione con il mondo e gli uomini, una rimpatriata lontano dalle vecchie incomprensioni e dai conflitti passati. Un reciproco riconoscersi che prepara l'uomo al difficile lavoro di padre che l'aspetta; una cura dell'anima che porta Jomas a confrontarsi con le tre età dell'uomo: una bambina, un ragazzo e infine un vecchio. È il mondo che parla al suo figlio ritrovato, e Jomas impara ad ascoltare, a capire per meglio capirsi a sua volta. Ciascun episodio raccoglie una piccola lezione di vita che spinge il protagonista un passo più avanti in un percorso di rinascita, sereno, che scorre senza ostacoli in totale armonia con l'essere e le cose. Il viaggio di Jomas è una discesa dolce, senza eccessive pendenze: il difficile era solo partire, azzerare tutto e avere il coraggio della prima spinta: lo slancio del salto. Il resto, solo una piacevole gita.
Rune Denstad Langlo dirige una sorta di improbabile "Into the Wild", molto meno metafisico e primordiale, che riconcilia però con la realtà, il mondo, la natura. Da cieco a padre. In mezzo, con il solo aiuto di cinque litri d'alcool, l'avventura a cuor leggero di un maldestro Amudsen che alleggerito dal rimpianto e dalla paura si lancia veloce verso valle per recuperare il tempo perso.

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