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James Cameron, l'uomo che fece affondare il Titanic

10.01.2010 - Francesco Manca



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James Francis Cameron nasce il 16 agosto del 1954 a Kapuskasing, una piccola cittadina dell’Ontario, Canada.

Dopo la laurea in fisica, entra nel mondo del cinema come tecnico degli effetti speciali, da sempre la sua più grande passione, grazie all’aiuto del mitico regista e produttore Roger Corman.

Nel 1978 realizza il cortometraggio “Xenogenesis”, della durata di 12’, girato interamente in 35mm e costato circa 20.000 $. Per questo suo primo lavoro ufficiale (nonostante non sia mai stato distribuito), Cameron ricopre il ruolo di regista, co-sceneggiatore insieme a Randall Frakes e co-produttore insieme allo stesso Frakes e ad Alvin J. Weinberg, oltre che direttore della fotografia, montatore, scenografo, supervisore degli effetti speciali e autore dei modellini.

Dopo questa esperienza, nel 1981 Cameron dirige il suo primo lungometraggio dal titolo “Piraña paura”; si tratta di un autentico b-movie girato con un budget limitatissimo, che vede al centro di sé la vicenda di alcuni ferocissimi pesci con le ali che seminano terrore e morte in un’isola dei Caraibi. Il suo esordio dietro la macchina da presa non è dei più eclatanti, ed è ricordato oggi solamente dagli appassionati del genere e dai più accaniti fan del regista.

Tuttavia, nel 1984, Cameron da vita ad un piccolo film di fantascienza divenuto in breve tempo un vero e proprio cult; parliamo di “Terminator”, probabilmente il primo lavoro del regista canadese, dopo la breve parentesi del corto “Xenogenesis”, che dedica particolare attenzione al confronto tra uomo e macchina, tra la tecnologia e l’ambiente che ci circonda. Non a caso, il protagonista è niente meno che un androide di nome T-1 dalle sembianze umane inviato sulla Terra per uccidere Sarah Connor, una giovane donna destinata a dare vita a John Connor, il futuro capo della resistenza contro un network di computer creato per autodifesa che, in seguito, si ribellerà al controllo dell’uomo.

Interpretato da un Arnold Schwarzenegger allora non ancora conosciutissimo, il film, costato 6,5 milioni di dollari, ne ha incassati in tutto il mondo circa 78 milioni, rivelandosi un sorprendente successo sia a livello di pubblico che di critica, guadagnandosi un posto tra le pellicole più significative dell’intero genere sci-fi.

Nel 1985 partecipa solo come sceneggiatore insieme a Sylvester Stallone del secondo capitolo, diretto da George P. Cosmatos, della saga di “Rambo” e l’anno successivo arriva per lui la prima vera occasione di lavorare ad un progetto ambizioso e, indubbiamente molto più costoso rispetto alle sue prime due fatiche. Viene chiamato infatti a dirigere “Aliens – Scontro finale”, secondo capitolo dell’immortale quadrilogia fantascientifica iniziata nel 1979 da Ridley Scott e proseguita, dopo questo secondo episodio, da David Fincher nel 1992 e ultimata da Jean-Pierre Jeunet nel 1996.

Il film riparte esattamente da dove le vicende del prequel si erano concluse. Ellen Ripley, l’unica superstite della tragedia dell’astronave Nostromo avvenuta 57 anni prima, viene estratta dalla cabina di ibernazione e le viene chiesto di recarsi insieme a una squadra di marines spaziali sul pianeta LV426, dove è stata installata una colonia umana con la quale, da qualche giorno, si è perso ogni contatto.

Per questa sua terza opera, Cameron si occupa, oltre che della regia, anche della sceneggiatura, e dirige un cast di attori assortito con presenze del calibro di Sigourney Weaver, già protagonista del primo “Alien”, Michael Biehn, che aveva già recitato per lui in “Terminator”, Lance Henriksen e Bill Paxton, riuscendo a far incassare alla pellicola una cifra complessiva che si avvicina ai 200 milioni di dollari, e portandosi a casa, oltre a diversi consensi da parte della critica che, in molti casi, considera questo “Aliens” addirittura superiore al prequel di Scott, anche due Oscar per i migliori effetti speciali e per il miglior montaggio sonoro.

Il 1989 è l’anno di “The Abyss”, considerato da molti l’apice creativo del regista, che, ancora una volta, cura sia la regia che lo script, realizzando un film incredibilmente visionario, che seppur non convinca gran parte del pubblico a livello internazionale (lo confermano i tiepidi incassi), rimane comunque l’opera più personale e più sentita di Cameron.

La storia è ambientata al largo delle Isole Cayman, nei Caraibi, dove un gruppo di sommozzatori deve recuperare un sottomarino nucleare in avaria. Questa rischiosa missione, li porterà a scoprire sul fondo degli abissi strane entità extraterrestri.

Il film può contare, oltre che su un cast eccellente, dove spiccano nomi del calibro di Ed Harris, Mary Elizabeth Mastrantonio e Michael Biehn, giunto alla terza collaborazione con il regista, anche e soprattutto su una superba realizzazione tecnica, che si aggiudica l’Oscar per i migliori effetti speciali.

Solo due anni più tardi, Cameron si rimette al lavoro sfornando il sequel del prototipo che aveva rivelato al grande pubblico il suo straordinario talento registico. Arriva così nelle sale “Terminator 2: il giorno del giudizio”.

Ambientato esattamente dieci anni dopo i fatti narrati nel primo film, “Terminator 2” vede nuovamente protagonista Arnold Schwarzenegger nei panni, o meglio, negli ingranaggi del cyborg T-800 (dalle sembianze analoghe a quello del primo film), che viene spedito ancora una volta sulla Terra, questa volta per proteggere John Connor, il figlio di Sarah Connor, rinchiusa in un manicomio criminale, dalle minacce di un altro Terminator.

Oltre a Schwarzenegger, nel cast troviamo di nuovo Linda Hamilton nel ruolo di Sarah Connor, più Robert Patrick e un giovanissimo e sorprendente Edward Furlong.

Il film, apprezzato sia dal pubblico che dalla critica, registra un incasso mondiale di oltre 500 milioni di dollari su un budget di 94 milioni, e si aggiudica 4 premi Oscar per i migliori effetti speciali, curati, tra gli altri, anche dal geniale Stan Winston, oltre che quelli per il miglior trucco, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

Tre anni dopo, torna dietro la macchina da presa dirigendo un divertente e movimentato spy-movie dal titolo “True Lies”, del quale firma anche la sceneggiatura (prendendo spunto dal film francese “La Totale!” (1991) di Claude Zidi) e con cui consolida il sodalizio artistico con Schwarzenegger, affiancato da Jamie Lee Curtis (inedita protagonista di una scintillante lap dance) e da un mostro sacro come Charlton Heston.

Il film prende in esame la vicenda di Harry Tasker, che seppur agli occhi della sua famiglia appaia come un semplice rappresentante di computer, è in realtà un esperto agente segreto spesso dedito a rischiose missioni per conto di un agenzia della sicurezza del governo degli Stati Uniti.

Con un budget di 110 milioni di dollari, il film ne incassa in tutto il mondo più di 364 milioni, la Curtis vince il Golden Globe come miglior attrice in un ruolo da protagonista e il film riceve una nomination all’Oscar per i migliori effetti speciali, creati tra l’altro dalla Digital Domain, società fondata dallo stesso Cameron insieme a Stan Winston e Scott Ross.

Nel 1995 scrive insieme a Jay Cocks il copione di “Strange Days”, film di fantascienza diretto dalla sua ex-moglie Kathryn Bigelow e interpretato da Ralph Fiennes e Angela Bassett.

Ma è solo nel 1997 che avverrà la definitiva consacrazione di James Cameron come cineasta, con l’avvento di una delle più importanti pellicole della storia del cinema: “Titanic”.

Basato sulla vera storia della tragedia del Titanic, il più grande transatlantico mai costruito, che affondò a causa di una forte collisione con un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, il film è una delle più epiche avventure che siano state realizzate al cinema, oltre che una romantica e appassionante storia d’amore tra i due protagonisti, Jack Dawson e Rose DeWitt Bukater, interpretati rispettivamente dagli allora giovanissimi Leonardo DiCaprio e Kate Winslet.

La pellicola di Cameron può vantare un assortito campionario di strabilianti record, a cominciare dal budget, pari a 285 milioni di dollari, che ne fa in assoluto il film più costoso mai realizzato, e lo stesso vale per l’incasso mondiale, che corrisponde a 1.837.340.000 $, sufficienti purchè sia, ancora oggi, il maggiore della storia del cinema.

La notte degli Oscar del 1998 non è stata molto diversa, infatti, in quell’occasione, “Titanic” si portò a casa, su un totale di 14 nomination, ben 11 statuette (film, regia, fotografia, montaggio, scenografia, costumi, effetti speciali, colonna sonora, canzone, sonoro, montaggio sonoro), eguagliando il record, fino ad allora imbattuto, di pellicole del calibro di “Eva contro Eva”, per quanto riguarda le nomination, e “Ben-Hur”, per quanto riguarda i premi vinti.

Dopo questo epico trionfo, a Cameron spetta di diritto una meritata pausa, almeno fino al 2000, anno in cui è l’ideatore insieme a Charles E. Eglee della celebre serie TV “Dark Angel”, interpretata da Jessica Alba e andata in onda per due stagioni dal 2000 al 2002.

Negli anni seguenti, Cameron si dedica soprattutto alla realizzazione di documentari, quali “Ghost of the Abyss” (2003), riguardante ancora la tragedia del Titanic e “Aliens of the Deep” (2005), girato in collaborazione con la NASA e dedicato all’esplorazione di una catena montuosa sotto marina dove sono presenti particolari forme di vita.

Per rivedere nelle nostre sale un film di James Cameron dobbiamo attendere fino al 15 gennaio 2010, data in cui avverrà ufficialmente la distribuzione italiana dell’attesissimo kolossal “Avatar”, un vero e proprio sogno ad occhi aperti del regista canadese, che porta finalmente a compimento un progetto già in cantiere dal 1995, ma che ha potuto realizzare solo in seguito, con l’evoluzione della tecnologia, e che si preannuncia essere una delle pellicole più rivoluzionarie e innovative della storia della Settima Arte.

Girato interamente in 3D, il film può già vantare il record di incasso mondiale, stimato a 1.162.361.307 $ (a fronte di un budget di 387 milioni), secondo solo all’ormai leggendario “Titanic”, facendo così di Cameron l’unico regista nella storia del cinema ad aver realizzato due film che vantano rispettivamente il 1° e il 2° posto nella classifica dei maggiori incassi di sempre.

Il prossimo progetto cinematografico di Cameron, che lo scorso dicembre ha ricevuto, tra l’altro, la stella sulla prestigiosa Hollywood Walk of Fame, potrebbe essere l’adattamento del manga “Battle Angel Alita”, anche se, presumibilmente, dovremo aspettare un bel po’ prima di vederlo realizzato, dal momento che, il successo di “Avatar”, oltre che al botteghino potrebbe estendersi non difficilmente anche agli imminenti Golden Globe, dove si presenta già con 4 nomination (tra cui miglior film e miglior regista), e ancor più alla notte degli Oscar, e questo successo, Cameron potrebbe (e dovrebbe) goderselo a lungo.

 

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