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sabato 28 marzo 2020

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MP News incontra Beppe Fiorello e il cast di Lo Scandalo della Banca Romana

17.01.2010 - Marco Bolsi



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Si è svolto a Roma, nella sede storica della Rai a viale Mazzini, l’incontro con il cast tecnico e artistico della nuova fiction Lo Scandalo della Banca Romana, in onda il 17 e il 18 gennaio in prima serata su Rai Uno.

Ad aprire la conferenza stampa è stato Fabrizio Del Noce che ha fatto notare come: “Già nel 1977 la Rai aveva prodotto una fiction incentrata sulle vicende di Tanlongo, concependola come uno sceneggiato storico. Poi gli scandali delle banche hanno attualizzato questa tematica. Abbiamo quindi pensato a una commistione di generi, dallo storico al sentimentale, che si integrassero perfettamente con la vicenda scelta. Infatti la storia d’amore tra il giornalista e la cantante di varietà è condizionata dal clima di corruzione della crisi bancaria. Il nesso logico tra il presente e il passato sta nel fatto che in realtà nulla cambia: si emette denaro in quantità maggiore senza avere una copertura finanziaria alle spalle. E quando il mercato si inflaziona i risparmiatori ci rimettono”.

Abbiamo scelto di recuperare questo argomento perché è di un’attualità sorprendente” ha commentato il produttore Alessandro Jacchia. “La spinta originale è stata di carattere etico: quanto costa comprare l’onestà in un mondo in cui questo valore non esiste?”. Poi ha aggiunto: “Il lavoro ha avuto una lunga gestazione, è stato faticoso soprattutto per il fatto di dover combinare la ricerca storica con l’aspetto drammaturgico. Abbiamo poi deciso di raccontare la vicenda come se fosse un thriller, tralasciando l’aspetto oleografico tipico degli sceneggiati più vecchi”.

Il regista Stefano Reali ha spiegato poi che Lo Scandalo della Banca Romana è stato concepito come una sorta di romanzo di formazione: “Già dalla sceneggiatura eravamo d’accordo di raccontare una storia in cui si cerca di far vedere cosa può accadere ad un giovane italiano cresciuto con dei valori, quando viene a contatto con un mondo in cui sembra lecita qualunque scappatoia, perché si accorge che tanto tutti fanno così. È il percorso di qualcuno che da buono si lascia corrompere, poi vede gli esiti e sceglie di pagare. Vista la delicatezza dell'argomento trattato, abbiamo voluto rispettare le indicazioni manzoniane sul romanzo storico: il protagonista è un personaggio di fantasia, così come la cantante Renata, mentre altri personaggi sono storici, come il governatore Tanlongo e il funzionario del Tesoro Gustavo Biagini. Tutti sono però immersi in una vicenda realmente accaduta, che è stata ricostruita grazie ai documenti storici e agli atti originali del vero processo della Banca Romana”.

All’inizio non ero a conoscenza di questa pagina di storia; poi ho letto la sceneggiatura e mi ha colpito” – ha commentato Giuseppe Fiorello. “Trovo che il lavoro di attore mi abbia aiutato ad approfondire questioni che diventano poi attuali, come appunto la crisi delle banche, la corruzione, il malaffare e il malcostume”. Poi ha aggiunto: “Cosa c’è su canale 5 domenica? La De Filippi, una cosetta da niente! L’etica della Rai è insuperabile: preferisce fare il 15% di share ma con una cosa seria. Ma dico io: meglio fare il 30% con una cazzata o il 15% con una cosa importante?”. E Del Noce replica: “Meglio il 30% con una cosa importante”.

 

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