Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


lunedì 24 febbraio 2020

  • MP News
  • Cinema e Teatro

Recensione: Bangkok dangerous - Il codice dell'assassino

29.01.2010 - Elena Catozzi



APPUNTAMENTI - Al Teatro di Ostia Antica va in scena Albertazzi

"Le Memorie di Adriano" concluderanno la rassegna estiva
Leggi l'articolo

TEATRO - A Roma il Gran Premio 2.0 - Teatro da condividere

Il 18 giugno 2015 alle ore 21 presso la Sala Teatro GP2 cinque compagnie si contenderanno la palma del miglior corto...
Leggi l'articolo

TEATRO - "LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA"

Al Doppio Teatro la storia di un amore alla ricerca della propira identità
Leggi l'articolo

Titolo: Bangkok dangerous - Il codice dell'assassino
Cast: Nicolas Cage, Charlie Yeung, Shahkrit Yamnarm, Nirattisai Kaljaruek, Panward Hemmanee
Voto: 20/100

 

Diciamolo subito: in “Bangkok Dangerous – Il codice dell’ assassino” (ci mancava un “codice” anche qui), di veramente pericoloso c’è l’acconciatura di Nicolas Cage. Il resto è tutta banalità che scorre più o meno indisturbata (ma spesso disturbante) sullo schermo.
La tentazione di cedere a queste evidentemente attraenti operazioni di “autoremake” a stelle e strisce, ha coinvolto anche i pur bravi fratelli Pang, gemelli omozigoti di Hong Kong famosi per il thriller “The Eye” e per la loro attrazione verso l’universo hollywoodiano visto che, a giudicare dai loro progetti recenti e futuri e anche dal loro ruolo di produttori, di asiatico mantengono solo gli occhi a mandorla.
E infatti quello che viene presentato come remake in salsa Hollywood della versione tailandese del fu “Bangkok Dangerous” (che però conservava ovviamente il titolo americano), viene prodotta nientedimeno che dall’ interprete principale in persona: tale Nicolas Cage, qui alle prese con un ruolo così diverso da quello originale che già ci si interroga sul perché spacciarlo come rifacimento e non come gloriosa megalomania.
Nel film originale dei Pang infatti, la figura centrale, seppur inserita in un contesto trito e ritrito, conserva tuttavia una certa attrattiva, trattandosi di un killer spietato ma sordomuto, che vive quindi in un isolamento quasi funzionale alla sua attività di mercenario; qui invece, dovendo “giustificare” la presenza di una star come Cage, pare che abbiano ridotto all’osso i dialoghi affinchè “potesse usare la sua interiorità e le sue capacità espressive per trasmettere le emozioni”.
Peccato che l’attore in questione sia particolarmente e rinomatamente monoespressivo e forse in realtà lo sanno bene anche i Pang che infatti si sforzano di intessere trame parallele intorno alla figura del mercenario mandato a Bangkok a fare stragi aiutato da un povero disgraziato autoctono e inebriato da una farmacista locale sordomuta con cui andare a mangiare zuppe ustionanti tipiche del luogo.
Il risultato di tanta inutile spettacolarità la dice lunga sul passato da ottimi montatori degli adrenalici fratelli, i quali offrono senz’altro un ritratto molto accelerato e “stupefacente” di una città che conoscono bene e che nelle prime immagini arriva diretta anche a noi spettatori.
Ma sappiamo bene quanto un film che voglia porsi come di “intrattenimento”, non viva di solo montaggio ma di belle storie, personaggi interessanti, colpi di scena.
In “Bangkok Dangerous”, l’unico codice rintracciabile è quello della prevedibilità persino per uno spettatore poco avvezzo al genere, e l’unica vera domanda che ci si pone alla fine è perché il protagonista abbia impiegato cento minuti per fare quello che avrebbe potuto mettere in atto molto prima.
Ma qualcuno potrebbe obiettare che così allora non ci sarebbe stato il film. E noi risponderemmo che non ne avremmo sentito certo la mancanza.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.