Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


domenica 31 maggio 2020

  • MP News
  • Cinema e Teatro

Soul bass, L’uomo che visse due volte – part 2

Hitchcock, Kubrick e Scorsese: l’apice della carriera e il sogno proibito

31.01.2010 - Enrico Rossignoli



APPUNTAMENTI - Al Teatro di Ostia Antica va in scena Albertazzi

"Le Memorie di Adriano" concluderanno la rassegna estiva
Leggi l'articolo

TEATRO - A Roma il Gran Premio 2.0 - Teatro da condividere

Il 18 giugno 2015 alle ore 21 presso la Sala Teatro GP2 cinque compagnie si contenderanno la palma del miglior corto...
Leggi l'articolo

TEATRO - "LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA"

Al Doppio Teatro la storia di un amore alla ricerca della propira identità
Leggi l'articolo

Esistono aneddoti che nel cinema rimangono leggende. Episodi umoristici che si tramandano nel tempo accompagnati da versioni sempre più dettagliate e fantasiose. Eventi eccezionali come quelli che accaddero durante le riprese di Psycho di Alfred Hitchcock.
Nel 1960 Saul Bass era il designer grafico più richiesto dal panorama cinematografico internazionale. La capacità di riassumere l'essenza del film nei titoli di apertura era il suo marchio di fabbrica. In quell'anno Alfred Hitchcock chiamò Bass alla sua corte per realizzare una versione dinamica di Psycho. La collaborazione col regista aveva già avuto luogo nel 1958, anno in cui prese vita il titolo di testa di North by Northwest (Intrigo Internazionale) e la geniale apertura del film Vertigo (La Donna che visse due volte). Oltre al fondamentale apporto grafico era necessario un montaggio della sequenza dell'assassinio nella doccia. La famosa scena in cui la protagonista viene accoltellata nel bagno.
Saul Bass venne quindi incaricato di produrre uno storyboard inquietante, violento e semplice allo stesso tempo. La scena ebbe un grandioso successo ma la collaborazione con Hitchcock si concluse in quell'anno. Bass sostenne di aver girato personalmente lo spezzone di fronte al grande regista, il quale compiaciuto approvò il montaggio inserendolo nella pellicola. La dichiarazione non venne digerita dal celebre cineasta, il quale tagliò di netto il rapporto professionale col designer.
Ma nonostante l'episodio siamo all'apice della carriera di Saul Bass, il quale dal 1956 ebbe la conferma ufficiale del suo talento. In poco tempo venne contattato dalle grandi produzioni progettando ad un ritmo forsennato. Il Giro del Mondo in 80 Giorni, Pride and Passion, Cowboy e molti altri furono i lungometraggi a cui consegnò una presentazione degna della loro fama. Da Frank Sinatra a Sofia Loren, passando per Jack Lemmon, avvenne la rivoluzione artistica dei titoli di testa.
Da quel momento ogni apertura avrebbe avuto una personale entità grafica. L'invenzione di Bass diede fine alla staticità portando sullo schermo il movimento dei nomi degli autori. Tale rivoluzione fu il cardine principale dello Star System.
La passione di Bass non si limitò tuttavia ai titoli. La sua ambizione arrivò perfino alla volontà di dirigere un lungometraggio. La conoscenza di Hollywood era in lui ormai profonda e radicata. E la promessa di una nuova sfida era la linfa a cui attingeva ispirazione.
Ma la sue invenzioni grafiche non smisero di influenzare il cinema. Con Sunset Blvd (1961) venne creata una chiusura finale da lui direttamente girata. La sequenza illustrava ogni singolo titolo su cartelli stradali abbandonati in un tunnel della metropolitana.
L'anno seguente fu la volta del commovente West Side Story, il cui finale struggente avrebbe lasciato lo spettatore troppo scosso senza una chiusura rilassante. Venne difatti creato un titolo di coda che avrebbe ripercorso la storia dei singoli personaggi lungo un muro sporcato da macchie e graffiti. I nomi del cast sarebbero comparsi con zoom lenti e accompagnati dalla colonna sonora.
La sua carriera continuò fluida grazie alla grande amicizia con Otto Preminger, la cui cooperazione e sintonia professionale convinsero Saul Bass a rimandare il progetto di un film tutto suo.
Giunsero quindi i titoli di Anime Sporche (1962) e Il Cardinale (1963). Le ultime prove d'autore furono accolte ottimamente dalla critica, la quale definì la sua opera la parte migliore delle opere di Preminger.
Dopo la coinvolgente commedia Mad Mad Mad Mad World, arrivò la collaborazione con Stanley Kubrick. Fu il primo art designer ad essere citato nel cast tecnico anche nel ruolo di consulente alla regia. Kubrick assegnò a Bass una serie di scene tra gladiatori. E successivamente venne contattato anche per la locandina di Shining (1980). L'ultima produzione, con John Frankhenheimer, fu quella con cui Bass si convinse a lasciare per un po' il cinema grafico per dedicarsi ad un suo film. Per Frankhenheimer venne assunto come inviato in Europa per il colossal automobilistico Gran Prix. Saul Bass catturò le migliori immagini di formula uno inserendole come materiale di repertorio nel montaggio finale. Nel 1966 annunciò il ritiro temporaneo nel ruolo di designer dopo aver concluso la lavorazione di Operazione Diabolica.
Per vent'anni scomparse dalla scena internazionale rimanendo al lavoro per un lungometraggio di fantascienza (Fase IV: Distruzione Terra). Non riuscendo a radunare i finanziamenti si accontentò del materiale girato. Consegnò al pubblico una pellicola che divenne un flop storico, ma che negli anni venne acclamata dagli esperti di fantascienza come "capolavoro incompreso".
A riesumare il letargo di Saul Bass fu Martin Scorsese, con il quale lavorò a stretto contatto fino alla sua morte (1996). Insieme a Scorsese furono progettati i titolo di Quei Bravi Ragazzi (1990), Cape Fear (1991), L'Età dell'Innocenza (1993) e Casinò (1995). Ognuno di essi sono tuttora rimasti nella storia del cinema esattamente come il resto del suo contributo artistico. A seguito della sua morte venne ripercorsa la carriera e l'evoluzione di una materia nata dalla mente di Saul Bass e cresciuta nelle sue mani.
Al tempo del digitale è stato rinnovato il suo concetto di grafica dinamica attraverso nuove prospettive.
I titoli di apertura di Disney, Pixar, Dreamworks e Century Fox si ispirano attualmente al suo genio: Monster Inc., Catch me if you can e Panic Room ne sono la prova.
Spielberg su tutti dichiarò di aver tentato da giovane la strada di Bass, ma riuscì ad ammettere che era necessario molto più talento di quello di un regista cinematografico. Omaggio onorevole, assolutamente meritato.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.