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sabato 08 agosto 2020

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Recensione: Saw VI

03.06.2010 - Vittorio Alberici



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Titolo: Saw VI
Regia: Kevin Greutert
Cast: Tobin Bell, Costas Mandylor, Mark Rolston, Betsy Russell, Shawnee Smith, Peter Outerbridge, Athena Karkanis, Samantha Lemole, Tanedra Howard, Marty Moreau
IMDB: 63/100
Voto: 45/100

 

Sesto capitolo della saga torture più famosa d'America, Saw VI riprende il filo delle vicende esattamente dove le avevamo lasciate nel precedente episodio della serie: la morte dell'agente speciale Straham e la conseguente affermazione del detective Hoffman (Costas Mandylor) come unico erede del sadico Enigmista John Kramer alias Jigsaw. Tuttavia, nel momento in cui l'FBI si avvicina troppo alla vera identità del nuovo burattinaio, Hoffman si vedrà costretto a far partire l'ennesimo gioco lasciatogli in eredità da Kramer, il quale, nonostante il decesso, continua a dare le sue preziose indicazioni attraverso le consuete videoregistrazioni, preparate prima della sua scomparsa. Nel corso del film verremo inoltre a conoscenza del misterioso contenuto della scatola lasciata alla compagna Jill Tuck (Betsy Russel) e di improbabili sviluppi narrativi, di cui eravamo ancora all'oscuro nei precedenti capitoli.

Nonostante l'avvicendamento alla regia (esordio per Kevin Greutert, che nei precedenti cinque film aveva lavorato al montaggio), gli ingredienti alla base del minestrone sono sempre gli stessi: trappole mortifere, alto tasso di gore, intrecci a non finire, telecamere sempre in movimento, montaggio da mal di testa nei momenti più critici, il tutto condito dalle ormai consuete lezioni di etica, ostentate in faccia alle vittime, prese questa volta dal mondo assicurativo.

A quanto pare alla Lions Gate sono fermamente convinti che non è mai troppo tardi per smettere: ancora una volta dobbiamo fare i conti con l'ennesimo tentativo di allungare il brodo attraverso nuovi e forzati intrecci narrativi (spesso anche illogici), che finiscono per mettere in difficoltà lo spettatore, costretto a dover ricomporre gli innumerevoli sviluppi, accumulatisi nel corso dei sei film, i quali peraltro sembrano esser divenuti le puntate di una fiction. La mediocrità del cast, all'interno del quale si salva come sempre il carismatico Tobin Bell, è ormai divenuta una costante, tanto che spesso ci ritroviamo in situazione grottesche, dove non sappiamo se coprirci gli occhi per la violenza delle scene o se ridere a crepapelle per il modo in cui le vittime di turno recitano in contesti da incubo. Intanto mentre l'anomalo flop di incassi avvenuto in autunno nelle sale americane ci porta a pensare che di fronte alle minestre riscaldate comincino a storcere il naso anche le masse, già dobbiamo fare i conti con la notizia della futura uscita di Saw VII.

 

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