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Recensione: Sharm El Sheikh

21.09.2010 - Vittorio Alberici



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Titolo: Sharm El Sheik
Regia: Ugo Fabrizi Giordani
Cast: Enrico Brignano, Giorgio Panariello, Michela Quattrociocche, Maurizio Casagrande, Cecilia Dazzi, Laura Torrisi, Elena Russo, Fioretta Mari.
Voto: 58/100

 

Devo ammettere che, dopo aver visto il trailer, ero convinto di andare a vedere il solito film appartenente all'ormai noto filone del "cinecocomero" vanziniano o del "cinepanettone" firmato Neri Parenti, tanto che sono entrato in sala carico di pregiudizi. Tuttavia, per quanto possano esserci effettivamente diverse gag e situazioni che ricordino siparietti visti e rivisti alla nausea nelle pellicole sopracitate, ci sono un paio di elementi fondamentali che portano l'ultimo lavoro di Ugo Fabrizi Giordani ("Teste di Cocco", "La Questione Nucleare", "Troppo Belli"), ad avvicinarsi alla sufficienza: da un lato il regista riesce a trattare le tematiche riguardanti l'attuale situazione di precarietà economica e sociale, accompagnandole con i toni leggeri della commedia all'italiana, dall'altro riesce in tutto questo senza servirsi della volgarità visiva e dialettale che siamo stati abituati a vedere nei film di Vanzina & co.

Fabio Romano (Enrico Brignano) è un ottimo venditore di polizze assicurative che si trasforma in mediocre bugiardo nel momento in cui rischia di perdere il proprio lavoro e non dice nulla a casa; la moglie Franca (Cecilia Dazzi) ha una piccola attività di catering; la figlia Martina (Michela Quattrociocche) è reduce da un amore finito; mentre Giulia (Ludovica Bizzaglia) è un'adolescente all'eterna ricerca del suo primo vero amore. A chiudere c'è nonna Camilla (Fioretta Mari), la madre di Fabio, accanita giocatrice d'azzardo.
L'azienda per cui lavora Fabio è stata inglobata dalla concorrenza e il nuovo presidente, Saraceni (Giorgio Panariello), è intenzionato a tagliare teste per ottimizzare i costi, tanto che il padre di famiglia si ritrova in ballottaggio con il collega De Pascalis (Maurizio Casagrande): uno dei due è di troppo e dovrà essere licenziato.
Saraceni è in vacanza in Egitto, a Sharm, e quindi, con la scusa di portare tutti in vacanza, Fabio convince i suoi a partire alla volta del Mar Rosso, per poter avere così la possibilità di ingraziarsi il suo nuovo dirigente. E' convinto che riuscirà nell'impresa ma non sa che in Egitto c'è anche il suo collega De Pascalis, intenzionato a vender cara la pelle per poter conservare il posto.

Dopo aver toccato il fondo con "Troppo Belli", il film che aveva portato sul grande schermo i "tronisti" Daniele e Costantino, Giordani ci offre, tra vizi e virtù, uno spaccato dell'Italia di oggi, in bilico tra le incertezze economiche e la precarietà, non solo nel lavoro, ma anche dei rapporti umani. Sharm è una delle località esotiche che negli ultimi anni è diventata una delle mete preferite dagli italiani, e la famiglia Romano rappresenta una delle tante famiglie alle prese con i problemi che il paese sta attraversando; mentre Saraceni incarna il tipico imprenditore italiano, presidente di una squadra di calcio, che, tra una telefonata e l'altra, trascorre la maggior parte del suo tempo a bordo del proprio yacht.
Il clima che fa da sfondo a tutto questo è quello leggero della commedia all'italiana: baci, tradimenti, bugie, equivoci, malintesi. E le risate? La maggior parte, e non sono tante, ce le assicurano Brignano e Casagrande anche se, come ha sottolineato il regista stesso, il film è una commedia e non un film comico, motivo per cui è lecito non aspettarsi grasse risate a ripetizione, ma neanche, è giusto ripeterlo, quella volgarità gratuita e forzata che spesso caratterizza le commedie nostrane. Il livello di recitazione non è sicuramente dei migliori, mentre appare abbastanza indovinato l'inserimento delle musiche e fotograficamente azzeccato qualche splendido scorcio di Sharm el Sheikh, che rimane comunque la cosa più bella di tutto il film.

L'uscita è prevista per il 17 settembre in 350 copie.

 


Sharm El Sheikh



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