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mercoledì 27 maggio 2020

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Intervista al cast di "Sharm El Sheikh"

22.09.2010 - Vittorio Alberici



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Presentato a Roma, presso il cinema Eden, l'ultimo film del regista Ugo Fabrizio Giordani, il quale ha incontrato insieme al suo numeroso cast (fatta eccezione per Giorgio Panariello) critici e stampa nel corso della conferenza che è seguita alla proiezione del suo ultimo lavoro.

Subito le prime considerazioni da parte di Giordani, il quale ci spiega anche come è nato il desiderio di girare questo film:
"L'idea di scrivere e girare "Sharm el Sheikh" mi è venuta in seguito al licenziamento di un mio amico che lavorava nell'Alitalia, a seguito del quale la mia attenzione si è spostata su tematiche inerenti le difficoltà economico-sociali che moltissime persone stanno vivendo. Ho cercato di trattare quei temi in una maniera diversa, attraverso una commedia dove si potesse vivere un grande problema che in questo momento c'è nel nostro paese. E' stata un esperienza utile perchè nonostante l'alto numero di attori, tutti hanno dato prova di grande professionalità: non ci sono stati litigi, non ci sono state gelosie, abbiamo passato gran parte del tempo stesi su dei lettini a prendere il sole, a nuotare e ogni tanto -scherza Giordani - abbiamo anche lavorato. Il Sinai è un posto meraviglioso per lavorare e ,in particolare Sharm, si presta molto alla fotografia, specie per il suo fondale meraviglioso. Siamo molto contenti del film, siamo riusciti a mettere in piedi un cast di attori bravissimi, cosa non facile visto che ognuno ha le sue date e i suoi impegni, e adesso aspettiamo il responso del pubblico."

E ancora sul suo rapporto con la commedia:
"Io nasco come assistente di Scola e questo già dice qualcosa, adoro tutta la commedia all'italiana e trovo che i film della commedia all'italiana siano fondamentali nella storia del cinema Mondiale. Ho già fatto in precedenza un film che si chiamava "Teste di Cocco" e anche quella era una storia itinerante, in giro per il mondo, e sicuramente "Sharm el Sheik" si riallaccia a film tipo "Il Gaucho" o pellicole del genere. Credo comunque che sia stata una interessante lente di ingrandimento il poter esaminare dei personaggi al di fuori del proprio ambiente perchè sicuramente vizi e virtù interagiscono".

E sottolinea così il suo distacco culturale dai cinepanettoni:
"Io considero "Una Vita Difficile" di Dino Risi, Scola e tutto il mondo della commedia italiana straordinario. Chiaramente però la prima cosa che ho cercato di fare in questo film era quella di escludere la presenza di volgarità perchè è una cosa che non mi piace. Credo di esserci riuscito: l'unica scena in cui si vede il fondoschiena di una donna è quello di una prostituta russa, che credo non si potesse abbigliare in modo differente perchè credo purtroppo che sia la realtà che esse vivono".

Sicuramente, tra gli attori, il più ricercato dalle domande dei giornalisti è stato Enrico Brignano che descrive così le sei settimane di riprese a Sharm:
"Un esperienza fantastica: girare film in questo modo credo che vorrebbero farlo tutti quanti: anche voi giornalisti diventando attori vorreste venire su un set del genere. E' stato fantastico il clima che si è venuto a creare perchè fondamentalmente, come si sa, la commedia vive di alchimie, gli attori devono stare bene tra di loro e, sulla scena, devono divertirsi. Tutti quanti abbiamo avuto in questo caso un rapporto umano molto significativo: eravamo un gruppo unito fuori dalla scena e libero di esprimersi sul set, sapendo di avere un compagno di giochi come Ugo Fabrizi Giordani che ci lasciava esprimere tranquillamente dandoci consigli qua e là per migliorare la performance".

Sempre il comico romano, difendendo la scelta, criticata da alcuni, di accompagnare le tematiche serie con i toni eccessivamente frivoli della commedia all'italiana degli ultimi anni:
"La commedia, da che mondo è mondo, parte da tematiche non dico nobili, ma da tematiche esistenziali: è una tecnica che risale a "I Soliti Ignoti" o anche a "Ladri di Biciclette", anche se quello era il neorealismo e quindi successivamente si andava verso una drammaticità molto più profonda. Qui noi facciamo una commedia, dal momento che siamo stati ingaggiati come commedianti, e quindi abbiamo dato una svolta diversa al film. E' chiaro che ai tempi della commedia all'italiana magari non era neanche permesso stare in costume: adesso questo è cambiato. Non solo i costumi ma anche la regia è cambiata, la fotografia è cambiata".

E a chi gli chiede un giudizio su Fioretta Mari, con cui di recente c'è stata anche una collaborazione per una serie tv, risponde:
"Lavorare con Fioretta Mari è anche pericoloso. E' una donna imprevedibile e sa di esserlo. Ti avverte prima: la senti prima che arriva perchè ha una vocalità forte e prepotente, così come la sua capacità interpretativa. Devo ringraziarla personalmente per aver accettato qua e là qualche consiglio molto umilmente da uno che aveva molta meno esperienza di lei. Voglio ringraziarla sia per il film che venerdì uscirà nelle sale sia per la serie che andrà in onda sulla Rai perchè è stata una compagna fantastica, che ama il proprio lavoro molto più di tante altre persone".

La cosa che più di ogni altra è indubbiamente emersa nel corso della conferenza (come non potrebbe essere così d'altronde) è stata la soddisfazione, il piacere e il divertimento da parte del cast per aver avuto l'opportunità di poter lavorare e, allo stesso tempo, soggiornare per sei settimane nel villaggio turistico di "Coral Bay". La domanda è: Il cast si è divertito. Si divertirà anche il pubblico in sala?

 

 

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