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MP NEWS incontra John Landis

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foto di Paolo Manzini

John Landis, regista di Burke and Hare, ha un problema con gli auricolari che gli trasmettono la traduzione simultanea, oggi. L'occasione è subito un pretesto per vezzeggiare l'interprete, e incalzare con un'intelligente, piccola pioggia di battute.

Commedia noir, il suo ultimo lavoro. Come ricordano i giornalisti in conferenza, Landis esordì a poco più di vent'anni proprio con un film horror: probabilmente è sempre stato affascinato da questo mondo.

"Gurinder Chadha, mia grande amica, mi aveva consigliato di visitare gli Ealing Sudios, e di parlare con Barnaby Thompson [noto produttore, ndr]," dice Landis. "Risposi: 'Chi?!' ma, superata l'incredulità, ci parlai davvero e fu lui ad accennarmi di Burke and Hare. Sono personaggi realmente esistiti, come Jack lo Squartatore e, come lui, diventarono delle attrazioni turistiche scozzesi, ma la vera sfida è stata trasformarli in due eroi romantici".

Possibile che alla fine siano diventati personaggi più buoni e più simpatici delle loro vittime? (Ricordiamo che Burke e Hare fanno affari grazie al traffico di cadaveri) "Niente affatto," risponde Landis. "Se Lei pensa che le povere vittime siano personaggi dipinti in modo peggiore degli squartatori, beh, dev'essere una signora molto malata," scherza con una giornalista. "Il film non scusa affatto l'attività di Burke e Hare: lo spettatore vede benissimo quello che fanno. Si presume che vi piacciano, questo è vero".

Un misto di storia e finzione: il personaggio di Jinny - del quale, come personaggio, John Landis s'innamora - è stato completamente inventato; ma il maggior oggetto del nostro interesse è stata l'ambientazione: "Ricostruita negli studi. Abbiamo girato qualche scena per le strade di Edinburgo dove, ovviamente, il castello è rimasto intatto. Il nostro scenografo ha ricreato uno stile perfetto, sfruttando sia delle location finte che luoghi veri.  Vi svelo un segreto: questo film ha avuto un badget piuttosto basso, e abbiamo utilizzato pochissimi set. Tra l'altro, abbiamo girato questo film durante il peggior inverno inglese degli ultimi vent'anni!"

 

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