Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 19 settembre 2020

  • MP News
  • Cinema e Teatro

SPECIALE: JIRI BARTA

L’animazione ceca “rianima” i residui, le leggende, i miti di ieri e di oggi

19.12.2010 - Leonardo Birindelli



APPUNTAMENTI - Al Teatro di Ostia Antica va in scena Albertazzi

"Le Memorie di Adriano" concluderanno la rassegna estiva
Leggi l'articolo

TEATRO - A Roma il Gran Premio 2.0 - Teatro da condividere

Il 18 giugno 2015 alle ore 21 presso la Sala Teatro GP2 cinque compagnie si contenderanno la palma del miglior corto...
Leggi l'articolo

TEATRO - "LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA"

Al Doppio Teatro la storia di un amore alla ricerca della propira identità
Leggi l'articolo

Paradossalmente Jiri Barta ha avuto più difficoltà nella realizzazione dei suoi film con la fine dell'influenza sovietica. Il suo adattamento della leggenda del Golem per esempio  (di cui si può vedere il pilota in rete), ha avuto diverse difficoltà nel reperire i finanziamenti necessari nell'era del libero mercato ( forse il più terribile censore?). Non è il primo tentativo per Barta di confronto con un racconto mitico, leggendario (tra l'altro come il suo collega e connazionale Svankmajer); nel 1982 realizza Krysar, adattamento della storia del pifferaio di Hamlin. Esiste quindi un legame forte ( almeno nella cinematografia ceca) tra l'effetto perturbante dell'animazione in stop-motion (animare l'inanimato) e il racconto mitico, fiabesco, leggendario. In Krysar (ma non solo) inoltre, la ripetitività di alcune azioni degli abitanti di Hamlin sottolinea la loro cieca avidità che li porterà alla rovina: trasformati in topi e annegati dal pifferaio che li aveva liberati.

Da una prospettiva iconologica è evidente quanto Jiri Barta si ispiri ai modelli dell'arte modernista; sempre in  Krysar la città e i suoi abitanti (scolpiti e intagliati nel legno) hanno i tratti, la durezza, le  deformazioni ("fisiologiche" e prospettiche) dell'espressionismo e del cubismo. In Klub odlozenych  (Il club degli abbandonati, 1989) è invece il collage dadaista, il merzbau che risolve lo scontro generazionale tra manichini abbandonati in soffitta. O forse si dovrebbe parlare di post-modernismo visto che siamo già di fronte ad un estetica del rifiuto (nuovo realismo, pop art). Comunque vecchi manichini malconci, animati e incastrati in azioni ripetitive e svuotate di senso (suonare un'arpa scordata, prendere a pugni una vecchia radio fuori uso, ruzzolare dalla scale) sono il grottesco simulacro della condizione umana (nelle sue fattezze e nel suo agire). Quando nella soffitta vengono scaricati nuovi manichini (i "giovani") votati a "sesso droga e rock & roll" (sempre intrappolati in una ripetizione coatta delle azioni che li caratterizzano), l'iniziale scontro diventa fusione e trasformazione, e i manichini riprendono le loro vecchie e nuove abitudini, una specie di re-styling reciproco nell'abbandono più totale. Il tutto suggellato dall'arrivo di una vecchia televisione rotta, che sostituisce la radio come bersaglio di pugni. Rispetto a Svankmajer, al quale comunque ha dichiarato di ispirarsi, nel lavoro di Barta sono ravvisabili, in maniera più esplicita, elementi dai risvolti socio-antropologici: il consumismo e i mass media , l'avidità, l'alienazione, e la standardizzazione. In Poslednì lup (L'ultimo furto, 1987) l'avidità di un ladro si incontra con l'avidità di sangue di un gruppo di vampiri (una famiglia?); gli attori, qui in carne e ossa, vengono disumanizzati attraverso tecniche diverse (un uso del colore non mimetico, stop-motion, montaggio serrato, e primissimi piani), come i burattini cubisti vengono "disumanizzati" dalla magica melodia del pifferaio di Hamlin. Sono quindi le proprietà "magiche" del mezzo cinematografico in generale, e dell'animazione in particolare, che determinano coerentemente lo sviluppo di un materiale tematico di tipo fiabesco, in una parte della filmografia di Jiri Barta. Mentre per quanto riguarda altri film ( numerosi cortometraggi), nei quali lo sviluppo narrativo assume altre caratteristiche, prevale la parodia e la "critica sociale". In DiscJockey, 1981, è la moderna fiaba di musica e motori che viene raccontata in maniera ossessiva attraverso una vertiginosa accumulazione di simboli (segnali stradali, marchi industriali, ecc.). In The Design, 1981,  il progetto architettonico di edilizia popolare di massa viene criticato con leggera ironia. In Zanikly svet rubavi (Il mondo dei guanti scomparsi, 1982), guanti abbandonati sono protagonisti di parodie di vari generi del cinema classico. In Secret porridge, del 2007, Barta si cimenta con la computer grafica, inserendo un personaggio in un caleidoscopico turbinio di oggetti. In Na půdě aneb Kdo má dneska narozeniny?

 ( In soffitta o di chi è il compleanno oggi?, 2009), il suo ultimo (unico) lungometraggio, riprende da Klub odlozenych il tema dell'animazione di oggetti, in questo caso giocattoli, abbandonati, ma vi aggiunge un plot narrativo più "classico"(per esempio il rapimento della bambola), ottenendo così un prodotto più facilmente  digeribile ( si è infatti parlato di un Toy Story "artigianale"e un po' dark), forse sperando di ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione di Golem. D'altra parte Na půdě è un film assolutamente originale nel quale Jiri Barta ha messo in gioco le sue grandi capacità tecniche e artistiche frutto di lunghi anni di esperienza, e se si è parlato di Toy Story è forse solo perché ci sono dei giocattoli; in effetti resta comunque difficile individuare il target di questo film (né bambini, né adulti, o entrambi), ed è anche grazie a quest'ambiguità che l'animazione ceca ha potuto svilupparsi aggirando la censura durante gli anni del regime.

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.