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Recensione: The Next Three Days

02.04.2011 - Alessandro Pangallo



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Titolo: The Next Three Days
Regia: Paul Haggis
Cast: Russell Crowe, Elizabeth Banks, Olivia Wilde
IMDB: 74/100
Voto: 71/100

Da queste parti non siamo mai stati grandi fan di Paul Haggis. Dato che qualcuno leggendo questa frase avrà probabilmente pensato “chi?”,  spieghiamo che il buon Paul ha firmato la sceneggiatura di film del calibro di Million Dollar Baby e degli ultimi due 007 (quelli con protagonista Daniel Craig), nonché è autore e regista del Premio Oscar 2006 Crash – contatto fisico. Anche se forse la sua creatura più famosa è Walker Texas Ranger, ma forse su questo è meglio sorvolare.

Una costante della cinematografia di Haggis è sempre stata la struttura della sceneggiatura: c’è un incipit abbastanza lungo, c’è un evento catartico, c’è una fase in cui i protagonisti fanno i conti con le conseguenze di tale evento. Questo the Next Three Days non fa eccezione a questo schema: quando la vita dell’allegra famiglia Brennan sarà sconvolta dall’incarcerazione della signora, il marito (Russell Crowe, qui più simile nella sua interpretazione a John Nash che a Massimo Decimo Meridio) si convincerà che l’unico modo per riavere la moglie tra le sue braccia sia quello di farla evadere di prigione. Peccato che il signor Brennan di professione faccia il professore di inglese, e che il carcere di Pittsburgh sia noto per essere uno dei più sicuri al mondo.

Alla fine della proiezione, chi scrive si è alzato dalla sua sedia con un dubbio: vale la pena consigliare questo film al pubblico? Perché se da un lato questo the Next Three Days presenta qualche caratteristica che lo rende consigliabile (in particolare negli ultimi trenta minuti, dove davvero la storia prende mordente e si assiste a un paio di scene registicamente davvero ben realizzate), dall’altro c’è da annotare che in qualche passaggio ci si annoia un po’, e che tutta la prima parte del film poteva esser tranquillamente guardata con l’avanti veloce. Facciamo così: andate in videoteca e cercate uno dei precedenti lavori di Paul Haggis. Se quando l’avete visto vi siete alzati pensando che tutto sommato in quel paio d’ore potevate fare altro evitate di andare a vedere anche questo film, altrimenti recatevi al cinema e difficilmente rimarrete delusi. Se conoscete già il regista, invece, non sarà certamente questo film a farvi cambiare idea, sia nel bene che nel male.

 


The Next Three Days



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