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giovedì 09 aprile 2020

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Spielbierg resuscita con l’animazione digitale

29.10.2011 - Enrico Rossignoli



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Erano circa 7 anni che Spielberg non realizzava un lungometraggio degno del suo nome.  Correva l'anno 2004, periodo in cui venne presentato il brillante e satirico "The Terminal", ultima elegante opera di un autore(probabilmente) sul viale del tramonto. Seguirono poi rigurgiti di letteratura fantascientifica sacrificati all'altare di Tom Cruise (La Guerra dei Mondi); reincarnazioni inconsistenti di un Indiana Jones alla ricerca della sceneggiatura perduta (che avrebbe ispirato perfino Ed Wood);  esercizi di stile (e di stupro) tratte da vendette storiche riconvertite al buonismo da favola (Munich).

L'uomo dei sogni Spielbierg è rinato invece dalle ceneri dei suoi stessi soggetti cinematografici. A 30 anni esatti dal suo primo Indiana Jones (predatore dell'Arca Perduta), rimescola con sapienza  avventura e umorismo  conciliando le geometrie registiche che lo contraddistinguono da sempre: fluida narrazione ed effetti speciali mai fini a se stessi.

Grazie alla collaborazione con Peter Jackson vengono quindi raccontate le peripezie del reporter  Tin Tin, eroe a fumetti degli anni '20 ideato da Hergè. Una scommessa d'animazione che profuma di successo.

Ma non si tratta di un esperimento, questa volta la posta in gioco è alta. La coppia Jackson - Spielberg punta forte su un progetto che, senza lo strumento innovativo dell'animazione digitale, sarebbe costato 3 volte il suo attuale budget: 85 milioni di dollari.

Come un matrimonio organizzato per il figlio, il saggio Steven ha allestito un buffet che sfiora la perfezione: musiche del maestro John Williams; effetti speciali del 4 volte Premio Oscar Joe Letteri; animazione digitale promossa dal network Nickelodeon; Andy "Gollum" Serkis a coordinare il cast nell'articolata tecnica del motion capture, di cui ormai è diventato esperto insegnante dopo la performance ne Il Signore degli Anelli.

A produrre il banchetto di nozze è Peter Jackson, che porta in squadra la Weta Digital neozelandese, orgogliosa di aver esaltato il realismo dell'ambientazione con pennellate nette e sfondi nitidi. Altrettanto pregevole il beneficio offerto ai campi lunghi di Spielberg, che gioca con la regia digitale come un bambino in possesso di un giocattolo nuovo.

Avventura insistita ma divertimento assicurato tra velieri sognanti, rincorse mozzafiato, duelli tra  montacarichi e un fox terrier bianco a scandire i tempi comici dell'azione.

Se gli orizzonti dell'animazione sono infiniti, era impossibile che anche Jackson e Spielberg non ci facessero un pensiero... da circa 85 milioni di dollari.

Voto: 73/100  

Trailer


 

 

 

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